Dr. Nunzio Bonaventura – Psicologo, Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale e Biofeedback Terapeuta

Approccio cognitivo costruttivista

La fase successiva all’approccio razionalista nell’evoluzione del cognitivismo fu quella del neocognitivismo clinico costruttivista o post-razionalista (di cui fu pioniere G. Kelly e, più recentemente, gli italiani V. Guidano e G. Liotti).

Il neocognitivismo è stato fortemente influenzato dalle ricerche sullo stile delle relazioni precoci tra le figure di attaccamento e il bambino, le quali hanno permesso d’identificare quattro stili generali di attaccamento (riuscito, ansioso, evitante e disorganizzato) che condizionano la persona e favoriscono uno sviluppo psicologico coerente con le esperienze avute durante la sua crescita.

Lo psicoterapeuta cognitivo che privilegia l’approccio costruttivista o post-razionalista consente alla persona che ha richiesto il trattamento d’identificare e comprendere, cognitivamente ed emotivamente, la propria ‘coerenza di significato personale‘, cioè il suo modo unico e personale attraverso cui egli si costruisce un’idea coerente di sé e del suo mondo interno, in rapporto con il mondo esterno.

Il suo lavoro prevede che la persona acquisisca progressivamente maggiore consapevolezza dell’esperienza immediata (vissuta a livello percettivo, sensoriale ed emotivo e ritenuta da lui una verità oggettiva) e delle discrepanze tra questa e l’immagine cosciente di sé (narrata a se stessa attraverso il linguaggio).

Per colmare queste incongruenze e mantenere un livello accettabile di autostima e coerenza con il senso di sé, la persona ha imparato nel corso della sua vita a darsi delle spiegazioni che l’hanno portata a commettere una serie di autoinganni.

Per il terapeuta costruttivista è necessario rendere la persona progressivamente sempre più consapevole dell’esistenza di questi autoinganni.

L’obiettivo ultimo del suo intervento è quello di favorire, nella persona in trattamento, una riorganizzazione del suo significato personale, rispettandone l’identità e consentendole di mantenere sempre una coerenza emotiva e cognitiva e un modo di raccontarsi che protegga il suo senso di continuità e persistenza nel tempo.

In sintesi, si tratta di rendere la persona consapevole di come agire per raggiungere, attraverso l’esperienza percettiva, sensoriale ed emotiva immediata e l’autodescrizione, una maggiore conoscenza personale di sé e, di conseguenza, l’accettazione, l’integrazione e il superamento delle emozioni negative, dei sintomi, delle lamentele e dei modi di agire disfunzionali e disadattivi.

Principali fonti di riferimento bibliografico e informazioni aggiuntive:

V. F. Guidano. Il sé nel suo divenire. Verso una terapia cognitiva post-razionalista. Bollati Boringhieri, 1992.

V. F. Guidano. La complessità del sé. Un approccio sistemico-processuale alla psicopatologia e alla terapia cognitiva. Bollati Boringhieri, 1988.