
Muladhara Chakra (Chakra della Radice)
Premessa
Questa sezione fa parte dell’introduzione teorica alla MEPAC (Metodologia per l’Equilibrio dei Processi Attentivi sui Chakra di N. Bonaventura), un modulo specialistico teorico-pratico, non clinico, che utilizza la conoscenza millenaria dei chakra come mappa per l’equilibrio dell’attenzione e la realizzazione dell’Essere.
La MEPAC è un protocollo avanzato e metodologicamente indipendente, derivato dalla Terapia Cognitivo Comportamentale dell’Equilibrio Olistico (TCCEO di N. Bonaventura) dei processi attentivi, destinato a individui o gruppi in condizioni di benessere psicofisico e finalizzato esclusivamente alla crescita personale e spirituale.
L’accesso al modulo è riservato a chi ha completato un percorso terapeutico e desidera proseguire la propria evoluzione interiore, oppure a chi – in assenza di condizioni cliniche o psicopatologiche che richiedano un trattamento prioritario – mira a raggiungere un livello di consapevolezza superiore attraverso un rigoroso lavoro su se stesso.
Muladhara Chakra
1) Posizione: Base della colonna vertebrale, perineo (Tra i genitali e l’ano a una profondità di circa quattro dita)
2) Ghiandole: Surrenali
3) Senso fisico: Olfatto
4) Elemento: Terra
5) Colore del loto: Rosso
6) Petali del loto: 4
7) Simbolo: Loto con un quadrato all’interno con triangolo al centro con l’apice rivolto verso il basso
8) Mantra: Lam
9) Mudra: Gyan Mudra
10) Nota musicale: Do
11) Funzioni fisiche: le funzionalità dell’intestino crasso, delle ghiandole surrenali, della base della colonna vertebrale, delle ossa, dei denti e degli arti inferiori potrebbero riflettersi sull’equilibrio energetico di questo centro
12) Funzioni mentali: la coscienza fisica (nutrimento, riposo, termoregolazione), la percezione di sicurezza e il radicamento istintuale potrebbero influenzare attivamente la stabilità di questo centro
Alcune tradizioni spirituali orientali, che hanno radici comuni nell’Induismo (in particolare nelle correnti del Tantra e dell’Hatha Yoga), considerano il primo chakra il ‘luogo’ in cui risiede la Kundalini, una potente energia cosmica descritta come un serpente addormentato avvolto tre volte e mezzo attorno a questo chakra, alla base della colonna vertebrale, e che con la sua bocca blocca l’ingresso del canale centrale (Sushumna Nadi), impedendo all’energia di fluire verso l’alto finché non viene risvegliata attraverso pratiche specifiche (in particolare la meditazione).
Esse descrivono il risveglio e l’ascesa della Kundalini lungo la spina dorsale come aspetti fondamentali del risveglio e dell’evoluzione spirituale.
Altrettanto importante per il risveglio spirituale e l’evoluzione è il processo opposto: la discesa dell’energia dall’alto verso il basso, da oltre la sommità della testa fino al chakra della radice.
Mentre l’energia ascendente è descritta come una forza molto potente, purificatrice e irresistibile che scuote e brucia come il fuoco ogni comportamento, ogni pensiero, ogni sentimento distruttivo (rabbia, lussuria, gelosia, invidia, avidità, orgoglio, ecc.) e tutto ciò che impedisce di ascendere a piani superiori, l’energia discendente è descritta come calmante e illuminante, la luce della Coscienza Universale che porta equilibrio, conoscenza intuitiva e saggezza spirituale alla Coscienza Individuale.
Queste tradizioni spirituali attribuiscono ai movimenti dell’energia dal basso verso l’alto, chakra per chakra, il potere di dissolvere progressivamente i desideri, le limitazioni, gli attaccamenti umani e ogni contraddizione, ogni dualismo, purificando la Coscienza Individuale e preparandola alla dissoluzione nella Dimensione Pura, senza spazio e tempo, della Coscienza Universale.
Al contrario, esse attribuiscono ai movimenti dell’energia dall’alto verso il basso, chakra per chakra, il potere di conquistare la Materia, la coagulazione di pensieri e idee in opere creative e, attraverso il linguaggio, la classificazione ordinata della realtà fisica.
Tuttavia, per le stesse tradizioni, l’emergere di qualsiasi forma di dualismo, di qualsiasi divisione del Tutto nel Molteplice, è causato da questo processo creativo discendente.
Affinché il Tutto si manifesti come Molteplice, deve essere frammentato e semplificato, deve possedere struttura e confini.
Un esempio di manifestazione del Tutto come Molteplice è il corpo fisico, solido e tangibile, con la sua struttura, i suoi limiti e le sue esigenze di nutrimento e protezione.
Il primo chakra, quindi, rappresenta il fondamento dell’intero sistema energetico e simboleggia l’istinto di sopravvivenza, la stabilità e il radicamento alla terra.
La soddisfazione dei bisogni fondamentali (in psicologia corrispondenti ai bisogni primari del primo livello della scala di Maslow, che termina con il livello di autorealizzazione della persona) per la sopravvivenza (mangiare, bere, riposare e proteggersi dal caldo e dal freddo) e la sicurezza (attraverso un controllo adeguato dell’ambiente in cui si vive), così come il possesso di beni materiali che soddisfino tali bisogni (ad esempio, una casa) o del denaro necessario per acquistarli, sono tutte condizioni che devono essere realizzate per una vita sana e longeva.
Per le tradizioni spirituali orientali, Muladhara regola la capacità di sentirsi al sicuro nel mondo, di avere fiducia negli altri e di soddisfare i bisogni immediati e futuri, di essere presenti qui e ora, di mantenere il contatto con la realtà materiale e le responsabilità quotidiane, il legame con la famiglia, le radici culturali e il senso di identità sociale, mantenendo al contempo un sano istinto che spinge l’individuo a prendersi cura del proprio corpo e della propria salute.
A livello psichico, questo centro energetico è assocato alla solidità, alla prudenza nel risparmio e alla capacità di consolidare la propria posizione nel mondo.
Queste tradizioni associano l’armonia funzionale (equilibrio energetico) di Muladhara all’esecuzione corretta delle funzioni sopra menzionate. In questo caso, la persona esprime coraggio, perseveranza, fede incrollabile e una profonda connessione con i ritmi della Natura.
Al contrario, le stesse tradizioni considerano la disarmonia funzionale (squilibrio energetico dovuto a eccesso o carenza) di Muladhara come prerequisito per una forma di sofferenza e disagio esistenziale che può manifestarsi anche in una malattia fisica o in un disturbo mentale.
Dal punto di vista scientifico, non può essere accettata la conclusione dell’esistenza di una relazione diretta di causa-effetto o addirittura di una semplice correlazione tra le supposte condizioni di squilibrio funzionale e le conseguenze sopra indicate, poiché tale relazione o correlazione non può essere scientificamente verificata, sfuggendo all’osservazione e alla replicazione sperimentale.
Inoltre, come ampiamente spiegato nella parte intitolata ‘I Chakra (definizioni, caratteristiche e funzioni)’, per definizione i chakra e l’energia che scorre attraverso di essi sono di natura ‘sottile’ (non visibile) e la loro esistenza e le loro funzioni sono inferite solo dagli effetti sperimentati dal soggetto (effetti che, tuttavia, potrebbero non essere un prodotto dell’immaginazione, ma un’esperienza riportata come reale, seppur intangibile).
Tuttavia, la percezione del mondo come luogo ostile, sia perché immaginata come tale (nella fantasia o al punto da trasformarsi in una vera e propria allucinazione) sia perché vissuta realmente come tale (ad esempio dopo un trauma), può certamente avere conseguenze negative a tutti i livelli dell’esistenza di una persona.
La percezione del mondo come luogo ostile può spesso portare a una costante incertezza, a un senso di instabilità e paura, esperienze che possono degenerare in fobie, forme acute di ansia o attacchi di panico, manifestazioni di una paura ancestrale verso la fine della vita (spesso evidente anche nell’ansia di malattia, nella paura di vivere determinate fasi della vita legate all’invecchiamento e al declino cognitivo).
A queste esperienze si aggiunge un senso di distacco dalla realtà, come la tendenza a ‘vivere tra le nuvole’, difficoltà nel portare avanti progetti o gestire le finanze, un profondo senso di non avere il diritto di esistere o di non avere un posto nel mondo, difficoltà nel nutrire il proprio corpo, che riflettono un rifiuto simbolico della propria fisicità.
Questo senso di distacco dalla realtà può raggiungere livelli di dissociazione francamente patologici (depersonalizzazione e derealizzazione, amnesia dissociativa e disturbo dissociativo dell’identità) in presenza di gravi traumi infantili (disturbo post-traumatico da stress complesso) che abbiano messo a repentaglio la sopravvivenza fisica del bambino o dell’adolescente (abbandono, grave negligenza, violenza domestica, abusi sessuali, ecc.) o anche dell’adulto (grave malattia o incidente che coinvolga la persona o parenti stretti, deportazione, rapimento, combattimento in guerra, genocidio), tali da causare un significativo disturbo post-traumatico da stress.
Le minacce croniche, anche se molto meno gravi, al mantenimento dell’integrità corporea e al senso di fiducia nei confronti degli altri e della vita possono manifestarsi come inspiegabile stanchezza fisica, pigrizia, isolamento, solitudine esistenziale e ritiro dall’ambiente (disturbo schizoide di personalità), preoccupazioni, sentimenti di impotenza, sintomi depressivi, rifiuto della vita (e persino del cibo, come nell’anoressia nervosa, o ambivalenza verso il cibo, come nella bulimia nervosa), esperienze che prendono il posto della gioia, dell’entusiasmo, della determinazione e della forza vitale.
Sebbene non sia possibile individuare scientificamente relazioni di causa-effetto o correlazioni tra questi stati di sofferenza esistenziale e/o psicopatologie associati a un mondo percepito come luogo ostile (o obiettivamente tale) e un presunto squilibrio energetico del primo chakra (più precisamente, una significativa carenza di energia), non si può escludere scientificamente che una qualsiasi malattia fisica, o stato di sofferenza esistenziale e/o psicopatologia possa incidere sull’intera realtà esistenziale e funzionale di una persona, e quindi anche a livello della cosiddetta realtà ‘sottile’ e perfino a un livello superiore (quello della pura spiritualità).
D’altro canto, vivere un legame squilibrato in eccesso con la dimensione corporea e materiale (considerato dalle tradizioni spirituali orientali come espressione di troppa energia nel primo chakra), idolatrandone gli aspetti caratteristici [enfasi ossessiva sul corpo e sulle sue prestazioni, possessività (di qualsiasi tipo, anche nelle relazioni), bisogno esagerato di sicurezza, ipercontrollo, difesa esasperata del proprio territorio, ecc.], rappresenta un potenziale pericolo per la salute mentale e per l’evoluzione spirituale, perché presuppone, come difesa contro la paura della mancanza, un interesse eccessivo per qualsiasi forma di accumulo quantitativo (anche nell’aspetto nutrizionale, come nell’abbuffata compulsiva) e la ricerca di una gratificazione sensoriale immediata e fugace.
L’avidità, il bisogno di controllo e la ricerca di piaceri temporanei rendono l’anima arida e timorosa, portando alla paralisi esistenziale o al controllo autoritario sugli altri per garantire la propria sicurezza, anche con possibili reazioni aggressive dettate dalla percezione di una minaccia ipotetica.
Questo generale eccesso di rigidità si manifesta come resistenza al cambiamento, un attaccamento esagerato alla routine e visione dogmatica della vita.
Seguendo lo stesso filo logico e considerando il corpo fisico come il ‘luogo’ in cui si riflettono e si manifestano i conflitti psichici (cardine del paradigma psicosomatico, ormai più che scientificamente accettato), disturbi alle gambe e ai piedi (pilastri del corpo e in contatto con la stabilità del terreno), al sistema immunitario (sistema deputato alla difesa e alla sopravvivenza contro gli agenti patogeni), alla parte bassa della schiena (il cui equilibrio funzionale è fondamentale per la postura eretta necessaria ad aumentare la capacità di controllo dell’ambiente circostante e a favorire una maggiore capacità difensiva) e al colon (le cui disfunzioni sono notoriamente associate alla paura), potrebbero ipoteticamente causare squilibri energetici nel primo chakra.
Il primo chakra è considerato quello più vicino alla Materia, cioè al modo insenziente (inanimato) e più denso (con vibrazione più lenta) in cui si manifesta la Coscienza Universale.
Da questa prospettiva, Tutto è Coscienza, Coscienza che vibra a velocità diverse e le cui manifestazioni differiscono dalla Totalità a causa della loro diversa ‘distanza’ da Essa, in termini di Coscienza di sé stessa e del suo Potere, ma non in termini di Sostanza (un principio dello Shivaismo Tantrico Non-Dualistico del Kashmir, reso noto alle masse grazie alla diffusione delle opere del grande Maestro Abhinavagupta, in particolare, il Tantraloka).
Da quanto detto, nelle tradizioni orientali in esame, Muladhara Chakra rappresenta le radici, le fondamenta su cui può essere costruito un rapporto sano con l’esistenza, il giusto equilibrio tra il bisogno di sicurezza, controllo e radicamento da un lato, e la creazione di condizioni per il movimento e l’espansione dall’altro.
La percezione di sicurezza, di stabilità, di nutrimento che la Terra offre, il collegamento con essa e con le sue Forze (ad esempio la Gravità), attraverso il contatto diretto dei piedi con il suolo, non deve trasformarsi in sterile immobilità, paura dell’esistenza e della morte o, al contrario, nel bisogno di rifugiarsi in un mondo creato dall’immaginazione, un modo per evitare il contatto con la realtà fisica, perdendo la presenza fisica e la capacità di focalizzare l’attenzione sul presente.
Al contrario, la corretta connessione con la Terra consente di soddisfare pienamente i bisogni primari e protegge il corpo fisico da eccessivi stress, consentendogli lo ‘scarico’ della tensione nella spazio più grande e accogliente della Terra e lasciando libere le risorse fisiche e mentali per conquistare gli obiettivi esistenziali e soddisfare i bisogni che le tradizioni spirituali orientali associano ai chakra superiori.
Ogni tentativo volontario di distogliere l’attenzione dal soddisfacimento dei bisogni legati alla sopravvivenza e alla sicurezza o di trascurare questi aspetti dell’esistenza è destinato a fallire e, nostro malgrado, torneremo alla necessità di lottare per la sopravvivenza.
Quando la sopravvivenza fisica è minacciata (per l’uomo moderno questo può corrispondere alla difficoltà di pagare il mutuo, la bolletta dell’energia elettrica, ecc.), la coscienza fisica e istintuale riprende il sopravvento (attraverso l’attivazione prevalente della sezione simpatica del sistema nervoso autonomo o vegetativo) e stimola il corpo a intervenire drasticamente per estinguere o evitare la minaccia (per esempio, trovando un modo per procurarsi i soldi per pagare il mutuo).
Se per qualche motivo questi bisogni fondamentali non vengono soddisfatti in breve tempo, si manifestano rapidamente la paura e le risposte psicofisiologiche ad essa associate [L’iperventilazione: un modello privilegiato per la valutazione quantitativa e qualitativa dell’attivazione psicofisiologica con la Teoria Tricromatica dell’Equilibrio del Sistema Nervoso Vegetativo (ttesystems.eu)], una condizione che le tradizioni spirituali orientali interpretano come uno stato di iperattività del primo chakra.
La paura è il segnale d’allarme che costringe gli esseri viventi a essere ipervigilanti e a continuare a fare tutto il possibile per ridurre la minaccia.
Questa dinamica di sopravvivenza trova una precisa corrispondenza nella gerarchia neurologica di Hughlings Jackson, dove il Muladhara si ancora al ‘Livello Inferiore’, preposto alle funzioni vitali riflesse e alla regolazione omeostatica.
Dal punto di vista evolutivo, secondo il modello del ‘Cervello Trino’ di Paul MacLean, siamo nel dominio del Cervello Rettiliano (Complesso R), lo strato più antico del nostro encefalo che risponde agli stimoli di minaccia estrema attraverso l’immobilizzazione.
In termini neurofisiologici, seguendo la Teoria Polivagale di Stephen Porges, quando la minaccia è percepita come insormontabile e ogni via di fuga (che appartiene al livello superiore) è preclusa, il sistema può scivolare nel Parasimpatico Dorsale: una risposta di ‘shut down’ o ‘finta morte’ (immobilizzazione con ipotonia), che spegne l’azione e riduce la consapevolezza per preservare l’energia vitale.
Nella prospettiva di G.I. Gurdjieff, questo centro energetico coincide con il ‘Centro Istintivo’: quella parte della macchina umana che gestisce il funzionamento biologico interno, garantendo la stabilità della base necessaria affinché l’intera struttura dell’Essere non crolli.
Se la minaccia alla sopravvivenza è evitabile e si trova una soluzione accettabile (ad esempio, ricevere un aumento di stipendio dal datore di lavoro e riuscire così a pagare facilmente il mutuo), il segnale di allarme (la paura della minaccia) scompare e la persona può riprendere a pensare a realizzare i propri obiettivi esistenziali e a soddisfare i bisogni associati ai chakra superiori.
Se la minaccia alla sopravvivenza è evitabile, ma la soluzione trovata ha un costo molto elevato per il soggetto (ad esempio, la persona trova un lavoro aggiuntivo e riesce a pagare il mutuo, ma non ha più tempo da dedicare ad altre attività, impedendo così l’evoluzione e la soddisfazione dei bisogni che le tradizioni spirituali orientali associano ai chakra superiori), sensazioni di impotenza, rabbia, frustrazione e insoddisfazione possono favorire l’insorgenza di malattie fisiche (ad esempio disturbi gastrointestinali, disturbi immunitari, ecc.) e/o mentali (stress da lavoro, depressione, ansia, disturbo di panico, disturbo dell’adattamento, disturbo da sintomi somatici, disturbo acuto da stress, insonnia, disturbi correlati a sostanze, disfunzioni sessuali, ecc.).
La nuova condizione esistenziale (doppio lavoro, stress lavorativo, frustrazione per la mancanza di tempo da dedicare ad altro, ecc.) che ha permesso la soluzione (pagamento del mutuo) costituisce una forma di adattamento comportamentale e neurobiologico allo stress della minaccia, un adattamento che, tuttavia, potrebbe essere stato ottenuto a scapito dell’efficienza e del benessere generale del soggetto.
Se la minaccia alla sopravvivenza è evitabile, ma la soluzione trovata richiede al soggetto di compiere atti illegali, come il traffico di droga o il furto per pagare il mutuo, queste forme di adattamento allo stress della minaccia costituiscono condizioni che possono compromettere in modo significativo l’evoluzione e la soddisfazione dei bisogni che le tradizioni spirituali orientali associano ai chakra superiori e porre le basi per lo sviluppo di un disturbo antisociale di personalità.
Infine, se il soggetto non riesce a sottrarsi alla minaccia alla sopravvivenza (non paga il mutuo, gli viene confiscata la casa ed è costretto a vivere per strada) o, per altre ragioni, non si occupa come dovrebbe di proteggere e nutrire se stesso, la sua situazione esistenziale diventa drammatica e pericolosa per la vita, le sue condizioni di salute fisica e mentale possono peggiorare drasticamente (ad esempio, a causa dello sviluppo di un disturbo depressivo maggiore, o di disturbi correlati all’uso di sostanze o di un disturbo antisociale di personalità) e l’evoluzione e la soddisfazione dei bisogni legati ai chakra superiori risultano difficili o del tutto irraggiungibili.
Da quanto detto, il rispetto per il corpo fisico, per la sua protezione e per la soddisfazione dei suoi bisogni sono strettamente legati dalle tradizioni spirituali orientali all’equilibrio funzionale di Muladhara Chakra, e la possibilità di un’evoluzione verticale verso la consapevolezza del secondo chakra e poi dei chakra superiori, secondo gli insegnamenti di queste tradizioni, dipende in larga misura dalla capacità di esercitare un controllo sufficiente sugli elementi che determinano la sicurezza e la cura del corpo fisico.
La presenza di una grave malattia fisica e/o di un disturbo mentale non può garantire quel controllo sufficiente necessario a sostenere il ‘lavoro’ necessario all’evoluzione verticale.
Di conseguenza, in accordo con quanto chiaramente affermato nella sezione intitolata ‘Che cos’è la Metodologia per l’Equilibrio dei Processi Attentivi sui Chakra (MEPAC)?’, l’accesso al protocollo MEPAC avanzato e metodologicamente indipendente è escluso finché la malattia non sia stata trattata e/o i sintomi psicofisiologici, gli eventuali disturbi mentali e gli errori comportamentali e cognitivi che li sostengono non siano stati trattati e risolti durante un appropriato percorso psicoterapeutico.
Nota: ‘Le informazioni contenute in queste pagine hanno solo scopo informativo e non sostituiscono il parere o la diagnosi di uno psicologo/psicoterapeuta o di un medico professionista. In accordo con la psicopatologia fenomenologica di Karl Jaspers, va sottolineato che i chakra vengono utilizzati esclusivamente come mappe concettuali per la gestione del carico attentivo e l’analisi dei vissuti soggettivi. L’approccio fenomenologico, infatti, cerca la connessione interna dei sensi: non chiede perché succede (spiegazione causale), ma come appare alla coscienza del soggetto. Il riferimento alla psicopatologia non intende fornire prove eziologiche (causa-effetto) tra l’ipotesi di uno squilibrio energetico ‘sottile’ e un disturbo psichiatrico; in definitiva, quando lavori sui chakra, tu non ‘spieghi’ un’energia invisibile, ma ‘comprendi’ come il soggetto vive la sua attenzione in quel punto. Al contrario, coerentemente con l’approccio jaspersiano, si ipotizza che possa verificarsi il percorso inverso, dove il disturbo clinico impatta sul vissuto del centro; tale analisi serve agli psicoterapeuti che applicano la TCCEO come sistema di orientamento fenomenologico e criterio guida di esclusione dalla MEPAC.’
Alcune delle principali fonti di riferimento bibliografico e informazioni aggiuntive:
Basi Scientifiche e Cliniche (T.T.E.S. e TCCEO)
Validazione Scientifica e Ricerca Indipendente
In questa sezione si documentano le basi cliniche e la ricerca indipendente del Dr. Bonaventura.
Bonaventura N., Nuove Metodologie per il Biofeedback in Psicosomatica: La Teoria Tricromatica dell’Equilibrio del Sistema Nervoso Vegetativo. Relazione presentata, tra i vari contributi a congressi internazionali, alle Conferenze Internazionali Estive, Catania, Italia, 2003 (Sezione: Psicosomatica e Medicina, Teoria e Pratica Clinica Integrata).
T.T.E.S. – Sito Ufficiale della Teoria Tricromatica dell’Equilibrio dei Sistemi.
L’iperventilazione: un modello privilegiato per la valutazione quantitativa e qualitativa dell’attivazione psicofisiologica con la Teoria Tricromatica dell’Equilibrio del Sistema Nervoso Vegetativo (ttesystems.eu).
Protocolli di Terza Generazione e Processi Attentivi
Riferimenti scientifici internazionali che validano l’approccio orientato all’attenzione, alla mindfulness e alla fenomenologia del vissuto.
Jaspers K., Psicopatologia generale, Il Pensiero Scientifico Editore, 2000 (Ed. orig. 1913). [Riferimento metodologico per l’analisi fenomenologica dei processi attentivi nella MEPAC].
Wells A., Metacognitive Therapy for Anxiety and Depression, The Guilford Press, 2011.
Segal Z., Williams M., Teasdale J., Mindfulness-Based Cognitive Therapy for Depression, The Guilford Press, 2018.
Hayes S. C., Strosahl K. D., Wilson K. G., Acceptance and Commitment Therapy. The Process and Practice of Mindful Change, The Guilford Press, 2016.
Linehan M. M., Trattamento cognitivo-comportamentale del disturbo borderline. Il modello DBT, Raffaello Cortina Editore, 2021.
Gilbert P., Introducing compassion-focused therapy, Cambridge University Press, 2018.
Modelli Fenomenologici e Psicologia dei Centri Energetici (MEPAC)
Testi utilizzati per l’analisi dei vissuti corporei e la gestione del carico attentivo secondo il modello dei chakra.
Klausbernd V., I Chakras. Guide Ed. Armenia, 2000.
Anodea J., Il libro dei chakra. Il sistema dei chakra e la psicologia. Neri Pozza Editore, 1998.
Anodea J., Chakras, ruote di vita. Armenia, 1997.
Dominique L., Il manuale del chakra. Hobby & Work Publishing, 1997.
Fondamenti Diagnostici e Clinici
American Psychiatric Association, Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-5-TR), APA Publishing, 2022. [Punto di riferimento per l’inquadramento delle psicopatologie e i criteri di esclusione della MEPAC].
Fondamenti Post-Razionalisti e Cognitivi
Riferimenti scientifici internazionali che validano l’approccio orientato all’analisi dei processi cognitivi, alla ristrutturazione razionale e alla conoscenza del Sé.
Guidano V. F., Il sé nel suo divenire. Verso una terapia cognitiva post-razionalista, Bollati Boringhieri, 1992.
Guidano V. F., La complessità del sé. Un approccio sistemico-processuale alla psicopatologia e alla terapia cognitiva, Bollati Boringhieri, 1988.
Beck A. T., Principi di terapia cognitiva. Un approccio nuovo alla cura dei disturbi affettivi, Astrolabio, 1984.
Ellis A. e De Silvestris C., Ragione ed emozione in psicoterapia, Astrolabio, 1989.
Tradizioni Sapienziali e Filosofia Perennis (Fonti di riferimento MEPAC)
Fonti storiche e filosofiche che ispirano la ricerca sull’evoluzione dell’Essere e lo sviluppo spirituale.
Dyczkowski M. S., La dottrina della vibrazione nello sivaismo tantrico del Kashmir, Adelphi Edizioni, Milano, 2013.
Aurobindo S., Guida allo yoga. Gli insegnamenti del grande maestro, Edizioni Mediterranee, Roma, 2009.
Agostino d’Ippona (Sant’), Le confessioni, Paoline Editoriale Libri, Milano, 1998.
Iyengar B. K. S., Gli antichi insegnamenti dello yoga. I sutra del grande maestro Patañjali, Gruppo Editoriale Futura, 1997.
Ouspensky P. D., La quarta via. Discorsi e dialoghi secondo l’insegnamento di G. I. Gurdjieff, Casa Editrice Astrolabio – Ubaldini Editore, Roma, 1997.
Osho R., La bibbia di Rajneesh, Bompiani, Milano, 1996.
Osho R., Il libro dei segreti, Bompiani, Milano, 1995.
Osho R., Tantra. La comprensione suprema, Bompiani, Milano, 1994.
Giovanni Della Croce (San), La Notte Oscura, Piero Gribaudi Editore, Milano, 1993.
Guénon R., Gli stati molteplici dell’essere, Adelphi Edizioni, Milano, 1996.
Guénon R., L’uomo e il suo divenire secondo il Vêdânta, Adelphi Edizioni, Milano, 1992.
Guénon R., Introduzione generale allo studio delle dottrine indù, Adelphi Edizioni, Milano, 1989.
Teresa d’Avila (Santa), Cammino di Perfezione, Città Nuova Editrice, Roma, 1980.
Ouspensky P. D., Frammenti di un insegnamento sconosciuto: testimonianza di otto anni di lavoro come discepolo di Gurdjieff, Casa Editrice Astrolabio – Ubaldini Editore, Roma, 1976.
Abhinavagupta, Luce delle Sacre Scritture (Tantrāloka), a cura di Raniero Gnoli, UTET, Torino, 1972.
La Sacra Bibbia, Vol. I, II e III, SAIE Editrice, Torino, 1969.
Aurobindo S., La sintesi dello Yoga. Vol. I, II, III, Ubaldini Editore, Roma, 1967-1969.
