Dr. Nunzio Bonaventura – Psicologo, Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale e Biofeedback Terapeuta

Escoriazioni (grattarsi la pelle)

Il Disturbo da Escoriazione (Skin-Picking) o Dermatillomania è caratterizzato da una tendenza incontrollabile a grattarsi o stuzzicare, con unghie o oggetti, una o più parti della pelle del corpo (viso, mani, braccia, gambe, ecc.), rimuovendo croste da ferite precedenti, brufoli o altre piccole irregolarità cutanee, fino al punto di causare sanguinamento e antiestetiche lesioni cutanee (cicatrici), o persino conseguenze potenzialmente pericolose per la salute (gravi infezioni sistemiche).

Le persone colpite da questo disturbo (principalmente donne, a partire dall’adolescenza, con periodi di remissione e di esacerbazione) cercano invano di ridurre o interrompere lo stuzzicamento della pelle (a cui possono dedicare diverse ore al giorno) e le azioni compulsive a esso associate (ad esempio, manipolare, masticare e deglutire la pelle asportata), nonostante la vergogna e il disagio sociale che ne derivano e la notevole interferenza con le normali attività quotidiane (studio, lavoro, tempo libero, ecc.).

Le escoriazioni non sono giustificate dall’intenzione della persona di causare lesioni o come conseguenza di dermatiti o altre malattie o condizioni mediche, o dall’uso di sostanze chimiche che possono irritare la pelle e causare prurito, o da sostanze che agiscono sul sistema nervoso centrale.

Emozioni spiacevoli, noia, sensazioni di vuoto, preoccupazioni quotidiane o qualsiasi altra esperienza spiacevole o difficile da gestire possono innescare un comportamento di escoriazione, che per alcuni individui è percepito come una liberazione da una tensione precedente, mentre per altri è del tutto automatico e quasi inconsapevole.

Tra i vari approcci psicoterapeutici, l’approccio cognitivo-comportamentale è quello che più indicato nel trattamento del Disturbo da Escoriazione.

L’intervento terapeutico (terapia di inversione delle abitudini) inizia insegnando al paziente a osservare il proprio comportamento in generale e, in particolare, il suo comportamento nei confronti della manipolazione della pelle.

Dal punto di vista comportamentale è fondamentale identificare tutti gli stimoli, gli eventi e le situazioni (dell’ambiente interno, intermedio ed esterno) che costituiscono l’antecedente contestuale associato all’emissione del comportamento di escoriazione.

Una volta identificato l’antecedente contestuale, l’intervento procede controllando e/o modificando opportunamente l’antecedente contestuale al fine di intervenire positivamente nella catena del comportamento disfunzionale.

Allo stesso tempo, è necessario sostituire la risposta comportamentale all’escoriazione con risposte comportamentali alternative che siano state precedentemente identificate e considerate adattive per la persona.

Naturalmente, il lavoro comportamentale deve essere accompagnato da un intervento terapeutico cognitivo, la cui funzione è quella di identificare e modificare i pensieri automatici disfunzionali associati al comportamento di escoriazione.

Durante questa fase dell’intervento è necessario considerare eventuali Schemi Cognitivi Disfunzionali che potrebbero promuovere i i pensieri automatici difunzionali e favorire il mantenimento del comportamento di escoriazione.

Inoltre, lo psicoterapeuta sarà attento a valutare se i sintomi del Disturbo da Escoriazione abbiano radici profonde nelle relazioni di attaccamento genitoriale e se svolgano una funzione simbolica e/o contribuiscano a mantenere la coerenza interna (anche se in modo patologico) della persona affetta dal disturbo.

In questo caso, il terapeuta coinvolgerà il paziente in un lavoro più analitico che include l’esame di alcuni aspetti relazionali precoci e/o adolescenziali e un’indagine approfondita sulla possibile presenza di traumi infantili o dello sviluppo.

Infatti, anche se il comportamento di escoriazione non costituisce per definizione un comportamento autolesionistico volontario, poiché la persona cerca di ridurre o interrompere lo stuzzicamento della pelle e le azioni compulsive a esso associate, le conseguenze di questo comportamento possono avere gravi ripercussioni anche sulla salute della persona e, in quanto tali, possono anche essere molto autodistruttive.

Per aiutare i pazienti a raggiungere una maggiore regolazione emotiva e un maggiore controllo emotivo e fisiologico, le tecniche di gestione dello stress, le tecniche di rilassamento, le tecniche di meditazione e l’uso strategico del Biofeedback Periferico possono certamente rivelarsi molto utili.

Il Disturbo da Escoriazione può essere spesso associato al Disturbo Ossessivo-Compulsivo, al Disturbo da Dismorfismo Corporeo, alla Tricotillomania (disturbo da strappamento dei capelli), ad altri sintomi di un Disturbo da Comportamento Ripetitivo Focalizzato sul Corpo (ad esempio, mangiarsi o strapparsi le unghie, mordersi le labbra, masticarsi le guance) e alla Depressione Maggiore.

Durante la fase di assessment, lo psicoterapeuta avrà già diagnosticato l’eventuale presenza di altri disturbi mentali associati al Disturbo da Escoriazione e, se necessario, modificherà opportunamente strategie e tecniche terapeutiche per intervenire in modo efficace.

Infine, se la capacità di contenere il comportamento escoriatorio è molto scarsa, il terapeuta può decidere di indirizzare il paziente a un medico per valutare l’integrazione della terapia di supporto con i farmaci (magari per un periodo di tempo limitato).

Nota: ‘Le informazioni contenute in queste pagine hanno solo scopo informativo e non sostituiscono il parere o la diagnosi di uno psicologo/psicoterapeuta o di un medico professionista’.

Principali fonti di riferimento bibliografico e informazioni aggiuntive:

MANUALE MSD (Versione per i pazienti)

American Psychiatric Association(2022). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (5th ed., text rev.). Washington, DC: APA Publishing.

Nota: Le citazioni e le descrizioni dei quadri clinici presenti in questo testo sono rielaborazioni e traduzioni dall’originale inglese a cura dell’autore.

Per l’edizione ufficiale italiana, si veda: American Psychiatric Association (2023). DSM-5-TR. Milano: Raffaello Cortina Editore.