Dr. Nunzio Bonaventura – Psicologo, Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale e Biofeedback Terapeuta

Rilassamento Immaginativo

Le Tecniche di Rilassamento Immaginativo si basano sull’uso della capacità umana di generare e manipolare immagini mentali.

Le immagini mentali sono uno dei modi in cui la conoscenza può essere rappresentata.

Il termine ‘immagine mentale’ indica che alcune delle informazioni che le persone utilizzano sono strutturate in modo tale da dare l’impressione soggettiva che ci sia uno stimolo reale davanti ai loro occhi.

L’immaginazione mentale è un fenomeno che quasi tutti noi sperimentiamo ripetutamente ogni giorno.

Un intervento psicoterapeutico mirato a modificare molti aspetti disadattivi di una persona può essere considerato, da un punto di vista cognitivo, come un tentativo di modificare determinate informazioni presenti nella memoria, informazioni che in passato hanno guidato il comportamento del paziente.

Le informazioni su cui basiamo le nostre interazioni nel mondo affondano le radici nei concetti che abbiamo di noi stessi e degli altri, alcuni dei quali sono registrati sotto forma di immagini.

L’immagine mentale viene utilizzata in psicoterapia nel trattamento di numerose psicopatologie (Il ruolo delle immagini mentali in psicoterapia cognitivo-comportamentale).

L’efficacia dell’uso delle immagini mentali a livello psicoterapeutico non dovrebbe sorprenderci più di tanto; in effetti, le immagini mentali sono per molti versi simili alle percezioni autentiche, e le percezioni sono i modi in cui entriamo in contatto con il mondo.

Percepire diversamente significa entrare in contatto con il mondo in modo diverso (ad esempio, immaginare il proprio corpo come un albero maestoso come una quercia, resistente, con radici grandi e profonde, favorisce un’esperienza di forza e stabilità, mentre immaginarlo come un albero molto flessibile come un salice piangente, con radici distribuite su un’ampia area favorisce un’esperienza di duttilità mentale e la capacità di adattarsi in modo creativo).

Imparare a percepire immagini mentali rilassanti e calmanti [ad esempio, l’immagine di un luogo sicuro che favorisce l’emergere di vissuti di sicurezza e calma e che è utilizzata in molti contesti terapeutici e da diverse strategie e tecniche terapeutiche (tra cui la LTDR e l’EMDR, efficaci per il trattamento di traumi e altre psicopatologie)] determina rapidamente un aumento del rilassamento e della distensione muscolare e mentale.

Molte tecniche di rilassamento o interventi psicoterapeutici che favoriscono direttamente o indirettamente il rilassamento (come l’Ipnosi Clinica, la Meditazione con finalità cliniche o di semplice rilassamento, il Biofeedback Periferico con feedback acustico), utilizzano immagini mentali rilassanti e calmanti.

Un’altra tecnica, come il Training Autogeno Inferiore, può utilizzare immagini mentali per indurre sensazioni di pesantezza, calore, ecc., mentre il Training Autogeno Superiore le utilizza per produrre colori o semplici visualizzazioni di oggetti o persone, per migliorare abilità già acquisite o svilupparne altre, per favorire l’esplorazione del mondo interiore (inconscio, conscio e superconscio), per aumentare l’intuizione, ecc.

Sebbene il Rilassamento Muscolare Progressivo non preveda l’utilizzo di immagini mentali per indurre il rilassamento muscolare, nei casi in cui lo psicoterapeuta lo ritenga opportuno e non controindicato, in alcune fasi dell’applicazione della tecnica (ad esempio dopo un ciclo di contrazione e rilassamento di una zona muscolare o al termine della seduta di esercizi) è possibile integrare immagini mentali per potenziarne gli effetti.

Anche la Terapia Cognitivo-Comportamentale dell’Equilibrio Olistico (TCCEO di N. Bonaventura) dei processi attentivi fa ampio uso delle immagini mentali per potenziare il percorso terapeutico e per sviluppare le capacità attentive.

Infine, specifiche visualizzazioni dei chakra (centri energetici associati ai nostri ‘corpi sottili’), dei loro simboli (Yantra) e del percorso ideale che l’energia ‘sottile’ compie lungo il ‘canale centrale’ (Sushumna), possono essere utilizzate per eseguire le tecniche di meditazione avanzate previste dalla Metodologia per l’Equilibrio dei Processi Attentivi sui Chakra (MEPAC di N. Bonaventura), un modulo specialistico di natura non clinica e metodologicamente indipendente, che utilizza la conoscenza millenaria dei chakra come mappa per l’equilibrio dei processi attentivi e la piena realizzazione dell’Essere.

La MEPAC  è destinata esclusivamente a individui o gruppi in condizioni di benessere psicofisico fortemente motivati alla Crescita Personale e Spirituale.

Nota: ‘I chakra vengono utilizzati esclusivamente come mappe concettuali per la gestione del carico attentivo e l’analisi dei vissuti soggettivi. L’approccio fenomenologico, infatti, cerca la connessione interna dei sensi: non chiede perché succede (spiegazione causale), ma come appare alla coscienza del soggetto; in definitiva, quando lavori sui chakra, tu non ‘spieghi’ un’energia invisibile, ma ‘comprendi’ come il soggetto vive la sua attenzione in quel punto.’