Dr. Nunzio Bonaventura – Psicologo, Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale e Biofeedback Terapeuta

Disturbo ossessivo-compulsivo

Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) è caratterizzato dalla presenza di ossessioni e compulsioni (o di una sola delle due) che influenzano in modo significativo e negativo molti ambiti della vita quotidiana della persona, facendole sprecare molto tempo ed energie, compromettendo le relazioni familiari, lavorative e sociali e costringendola a evitare persone e situazioni che contribuiscono involontariamente alla loro insorgenza.

Le ossessioni si riferiscono a pensieri, immagini mentali o impulsi (ad esempio, forti tendenze ad agire, come urlare in chiesa o adottare comportamenti violenti o sessualmente inappropriati) che vengono vissuti come intrusivi e involontari, spiacevoli e ansiogeni.

Ciò porta la persona a cercare di affrontarli per ridurre l’ansia evitandoli, sopprimendoli o sostituendoli con pensieri alternativi distraenti e/o protettivi, oppure attraverso compulsioni (chiamate anche rituali), comportamenti palesi (ad esempio, lavarsi le mani, aprire e chiudere una porta, ecc.) o comportamenti mentali (ad esempio, recitare una frase superstiziosa, contare, ecc.) che sono ripetitivi e difficili da interrompere.

Ossessioni e compulsioni si presentano solitamente insieme, anche se il rapporto causa/effetto tra la produzione delle ossessioni e lo scopo per cui le compulsioni vengono messe in atto è ritenuto reale solo dalla persona affetta da Disturbo Ossessivo-Compulsivo (ad esempio, toccare ripetutamente un oggetto non protegge da possibili pericoli che potrebbero colpire lui o un familiare), oppure questo rapporto è estremo (lavarsi le mani 20 volte non protegge da un’infezione meglio che lavarle accuratamente una volta; al contrario, questa compulsione può produrre un indebolimento della capacità naturale della pelle di proteggere la persona da possibili infezioni).

Il grado di consapevolezza di questa relazione causa/effetto varia da persona a persona e persino all’interno della stessa persona in momenti diversi, e va progressivamente dalla piena consapevolezza, in cui ossessioni e compulsioni sono viste come una chiara espressione di un disturbo, a una consapevolezza assolutamente assente, persino con un atteggiamento delirante.

Sebbene ogni persona affetta da DOC abbia ossessioni e compulsioni specifiche e soggettive, certe paure, preoccupazioni e bisogni sono associati a temi ossessivi e comportamenti compulsivi tipici in quasi tutti i pazienti.

La paura della contaminazione da sostanze tossiche o infettive è contrastata da comportamenti di evitamento compulsivo (tentativi persistenti di evitare il contatto con il sospetto agente tossico o infettivo) e dalla pulizia ripetuta di superfici, oggetti e parti del corpo (solitamente le mani) o dell’intero corpo.

Il bisogno di equilibrio tra le parti, di corrispondenza e di ordine armonioso (numerico, cromatico, ecc.) è alla base delle ossessioni per la simmetria e di comportamenti compulsivi come contare (ad esempio, le piastrelle sul pavimento o la somma numerica delle targhe delle auto), abbinare oggetti con precisione ossessiva uno accanto all’altro (ad esempio, le scarpe) o sistemarli e organizzarli per dimensione (ad esempio, i libri) o per colore (ad esempio, ordinare attentamente le camicie in un armadio in base alle loro tonalità di colore).

La preoccupazione di resistere a pensieri ossessivi di natura aggressiva verso se stessi (ad esempio, il pensiero di sterzare improvvisamente e uscire di strada) o verso gli altri (ad esempio, il pensiero di accoltellare un parente), pensieri sessualmente inappropriati (ad esempio, il pensiero di spogliarsi in pubblico) o  pensieri blasfemi (ad esempio, il pensiero di imprecare in un luogo sacro) è alla base dei comportamenti compulsivi evitanti (ad esempio, rifacendosi agli esempi appena riportati, evitare di guidare, di incontrare un parente e di visitare luoghi pubblici o sacri).

Talvolta il disturbo inizia durante l’infanzia e in una certa percentuale di casi è accompagnato anche da tic, ma solitamente si manifesta per la prima volta nella prima età adulta.

Diversi fattori possono favorire lo sviluppo di un DOC e, tra questi, fattori genetici e neurofisiologici, altri legati alla gravidanza e al parto, fattori di tipo traumatico occorsi in tenerà età, fattori di natura culturale, l’uso di sostanze e la presenza di altri disturbi mentali (in particolare, ansia e depressione).

L’Accumulo Compulsivo, il Disturbo da Dismorfismo Corporeo, la Tricotillomania e il Disturbo da Escoriazione si riscontrano spesso in associazione al DOC.

Il trattamento psicoterapeutico più efficace per il Disturbo Ossessivo-Compulsivo è la psicoterapia cognitivo-comportamentale, che interviene positivamente nel decorso del disturbo.

In assenza di trattamento psicoterapeutico, il disturbo è solitamente cronico e di intensità sintomatica variabile.

L’approccio comportamentale al trattamento prevede l’esposizione a stimoli (oggetti, luoghi, persone, ecc.) e/o situazioni (dover manipolare oggetti, recarsi in determinati luoghi, incontrare determinate persone, ecc.) che innescano l’insorgenza di ossessioni e compulsioni, e l’istruzione di rimanere in presenza di questi stimoli e situazioni che causano ansia, impedendo il rituale che normalmente viene eseguito per ridurre il livello di ansia.

Ad esempio, a un paziente ossessionato dalla simmetria e dal bisogno di contare viene chiesto di guardare le piastrelle del pavimento di casa e di resistere alla compulsione di contarle.

Ciò viene fatto gestendo l’ansia causata dall’inibizione della compulsione attraverso specifiche tecniche di respirazione, rilassamento o meditazione (in questo caso, con gli occhi aperti) fino a quando il livello di ansia non diminuisce e la reattività psicofisiologica all’esperienza ansiogena viene significativamente ridotta o addirittura eliminata (di solito, una sessione potrebbe non essere sufficiente e la pratica di esposizione deve essere ripetuta più volte).

Da una prospettiva cognitiva, lo psicoterapeuta, seguendo l’approccio cognitivo classico, aiuta il paziente a identificare, analizzare e modificare i pensieri automatici e le convinzioni disfunzionali che sono alla base dei pensieri ossessivi e delle compulsioni, al fine di operare una ristrutturazione cognitiva e indebolire la rigidità di pensiero, spesso tipica delle persone che soffrono di questo disturbo.

Come in tutti i disturbi mentali, anche nel DOC, il tipo di relazione di attaccamento con i genitori (attaccamento sicuro, ansioso, evitante e disorganizzato), le esperienze infantili e gli eventuali Schemi Cognitivi Disfunzionali assumono un’importanza fondamentale nel mantenimento della coerenza interna della persona e meritano anch’essi di essere attentamente analizzati.

Tra gli Schemi Cognitivi Disfunzionali della Schema Therapy (un approccio cognitivo di terza generazione), nel trattamento del DOC e nel Disturbo Ossessivo-Compulsivo di Personalità, lo Schema di Inibizione Emotiva (di rabbia e aggressività, impulsi positivi, vulnerabilità e bisogni di sé, ed esaltazione della razionalità a scapito dell’emotività) e lo Schema degli Standard Severi/Ipercriticismo (caratterizzato da una forte tendenza al perfezionismo, eccessiva rigidità, dedizione al dovere ed efficienza) non possono essere ignorati (entrambi gli schemi rientrano nel Dominio dell’Ipercontrollo e dell’Inibizione).

Per aiutare il paziente a prendere consapevolezza delle sue reazioni fisiologiche ed emotive in presenza di stimoli e/o situazioni che scatenano l’insorgenza di ossessioni e compulsioni, il terapeuta può utilizzare il Biofeedback Periferico (Il Biofeedback Periferico e il Profilo Psicofisiologico), uno strumento elettronico e computerizzato attraverso il quale il paziente può imparare a controllare e modificare le risposte fisiologiche ed emotive ai suoi pensieri ossessivi e disfunzionali e all’ansia causata dall’inibizione delle reazioni compulsive.

Quando necessario e con il consenso del paziente, il terapeuta può anche coinvolgere nel trattamento i familiari del paziente, poiché potrebbero inavvertitamente contribuire al mantenimento o al peggioramento dei sintomi compulsivi e perché spesso hanno bisogno di essere educati e supportati emotivamente per far fronte alle continue richieste di adattamento del loro comportamento alle compulsioni del parente ossessivo.

Uno degli aspetti che il terapeuta non sottovaluta mai nel trattamento del DOC, soprattutto nei casi in cui il paziente soffre anche di depressione maggiore o disturbo bipolare, è la possibilità di ideazione suicidaria e il rischio di tentativi di suicidio.

In questo caso particolare, ma in generale nel trattamento del Disturbo Ossessivo-Compulsivo, lo psicoterapeuta cerca la collaborazione di un medico (psichiatra o neurologo) per intervenire con farmaci psicotropi per stabilizzare l’umore del paziente e ridurre farmacologicamente l’intrusività e la durata dei pensieri ossessivi.

Nota: ‘Le informazioni contenute in queste pagine hanno solo scopo informativo e non sostituiscono il parere o la diagnosi di uno psicologo/psicoterapeuta o di un medico professionista’.

Principali fonti di riferimento bibliografico e informazioni aggiuntive:

MANUALE MSD (Versione per i pazienti)

American Psychiatric Association(2022). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (5th ed., text rev.). Washington, DC: APA Publishing.

Nota: Le citazioni e le descrizioni dei quadri clinici presenti in questo testo sono rielaborazioni e traduzioni dall’originale inglese a cura dell’autore.

Per l’edizione ufficiale italiana, si veda: American Psychiatric Association (2023). DSM-5-TR. Milano: Raffaello Cortina Editore.