Premessa
Questa sezione fa parte dell’introduzione teorica alla MEPAC (Metodologia per l’Equilibrio dei Processi Attentivi sui Chakra di N. Bonaventura), un modulo specialistico teorico-pratico, non clinico, che utilizza la conoscenza millenaria dei chakra come mappa per l’equilibrio dell’attenzione e la realizzazione dell’Essere.
La MEPAC è un protocollo avanzato e metodologicamente indipendente, derivato dalla Terapia Cognitivo Comportamentale dell’Equilibrio Olistico (TCCEO di N. Bonaventura) dei processi attentivi, destinato a individui o gruppi in condizioni di benessere psicofisico e finalizzato esclusivamente alla crescita personale e spirituale.
L’accesso al modulo è riservato a soggetti maggiorenni che hanno completato un percorso terapeutico e desiderino proseguire la propria evoluzione interiore, oppure a coloro che – in assenza di condizioni cliniche o psicopatologiche che richiedano un trattamento prioritario – mirino a raggiungere un livello di consapevolezza superiore attraverso un rigoroso lavoro su se stessi.
I Chakra (definizioni, caratteristiche e funzioni)
La parola Chakra deriva dal sanscrito, l’antica lingua dell’India, e significa ruota (disco o cerchio), una spirale di energia, un vortice in cui l’esterno viene attratto verso l’interno e i due si mescolano e comunicano tra loro.
I chakra (il cui numero varia leggermente a seconda dell’approccio metafisico adottato) sono immaginati come localizzati nei nostri corpi sottili (corpi invisibili, concepiti in modo diverso e in numero variabile a seconda dell’approccio seguito) e sono ritenuti capaci di influenzare parti specifiche del nostro corpo fisico e di attrarre energia e informazioni dall’esterno, mettendole al servizio del mantenimento della salute della nostra struttura fisica e della crescita psichica e spirituale.

Allo stesso modo, si pensa che i chakra scambino energia e informazioni tra i corpi sottili, il corpo fisico e l’ambiente esterno, influenzando l’ambiente circostante e gli esseri che lo abitano (piante, animali ed esseri umani).
Un esempio di questa influenza invisibile e inconscia dei chakra sulle relazioni sociali potrebbe essere l’attrazione o la repulsione immediata, i sentimenti di simpatia o antipatia che a volte possiamo provare quando incontriamo uno sconosciuto per la prima volta, senza alcuna chiara ragione che li giustifichi.
I chakra sono anche chiamati fiori di loto e sono rappresentati dai petali dei fiori, la cui apertura è una metafora dell’apertura dei chakra.
In realtà i chakra non possono mai essere chiusi (come i petali di un fiore), cioè smettere di funzionare, perché se lo scambio di informazioni ed energia si interrompesse, teoricamente non potremmo sopravvivere.
Tuttavia, i chakra possono essere sotto o sovra attivati e funzionare in modo disarmonico. Questi stati di squilibrio funzionale, tradizionalmente associati a effetti destabilizzanti a livello fisico e mentale, limitano le possibilità di sviluppo spirituale.
A questo proposito è importante sottolineare che non è possibile stabilire una relazione diretta di causa-effetto tra le presunte condizioni di squilibrio funzionale e le conseguenze sopra indicate, poiché tale relazione non può essere verificata scientificamente perché sfugge all’osservazione e alla replicazione sperimentale.
Nota sull’Inversione Operativa della Causalità
Proprio a causa di questa limitazione metodologica, pur rispettando le dottrine tradizionali orientali che considerano il piano ‘Sottile’ come l’origine di quello ‘Grossolano’ (secondo la sequenza dei Tattva), questa metodologia adotta una necessaria inversione operativa. Nell’epoca attuale, caratterizzata da una profonda frammentazione psichica e identificazione con il trauma, l’accesso all’armonia dei Chakra è ostruito dai detriti della psicopatologia che appesantiscono, attraverso ‘fluttuazioni della coscienza’ (termini usati dal Maestro Patañjali) destabilizzanti, la dimensione psichica del piano Sottile. Pertanto, in coerenza con la TCCEO, consideriamo la bonifica della struttura psichica come il presupposto fondamentale per ristabilire la corretta circolazione dei flussi attentivi verso il Sottile. In questa prospettiva, l’equilibrio dei chakra non è inteso come la ‘causa’ della salute, ma come il riflesso fenomenologico di un’integrità faticosamente riconquistata attraverso il rigore clinico e la consapevolezza.
Nonostante questo limite metodologico, con la MEPAC è possibile compensare la mancanza di consapevolezza, a livello di percezione soggettiva, dei chakra e recuperare questa lacuna informativa ed energetica a livello di coscienza.
Tale processo di consapevolezza viene attivato attraverso un nuovo apprendimento e l’addestramento all’uso consapevole dei processi attentivi, permettendo al praticante di acquisire la capacità di percepire e riequilibrare soggettivamente la propria struttura energetica.
Secondo la concettualizzazione più diffusa, i chakra principali sono sette:
Primo Chakra: Muladhara Chakra (Chakra della Radice)
Secondo Chakra: Svadhisthana Chakra (Chakra Sacrale)
Terzo Chakra: Manipura Chakra (Chakra del Plesso Solare)
Quarto Chakra: Anahata Chakra (Chakra del Cuore)
Quinto Chakra: Vishuddha Chakra (Chakra della Gola)
Sesto Chakra: Ajna Chakra (Chakra del Terzo Occhio)
Settimo Chakra: Sahasrara Chakra (Chakra della Corona)
I chakra sono situati parallelamente lungo tutta la colonna vertebrale e corrispondono a punti specifici del corpo fisico (pur non essendo realmente identificabili in alcun modo), ognuno dei quali è associato a una ghiandola endocrina, a un senso fisico, a un elemento, a un simbolo [un fiore di loto con un colore, un numero di petali e immagini al suo interno (un diagramma simbolico o Yantra)], a un suono (Mantra), a una posizione simbolica delle due mani (Mudra), a una nota musicale e a specifiche funzioni fisiche e mentali.
Oltre ai sette chakra principali, al corpo fisico corrispondono altri chakra minori, localizzati in vari punti, spalle, ginocchia, gomiti, mani, piedi, ecc.
Di particolare importanza sono i chakra delle mani e dei piedi, che vengono percepiti come porte di comunicazione energetica tra l’interno e l’esterno del nostro corpo (e viceversa) e in cui i sette chakra principali sono sinteticamente rappresentati e collegati energeticamente.
Inoltre, i chakra situati al centro della pianta dei piedi, corrispondenti al Meridiano del Rene, sono prolungamenti del Primo Chakra (Muladhara Chakra) nella terra (come radici) e sono percepiti come punti eccezionali per scaricare l’energia sottile in eccesso o, al contrario, in condizioni di bassa energia, per ricaricarsi energeticamente.
Infine, altri chakra sono idealmente rappresentati al di sopra e al di sotto del nostro corpo fisico.
L’energia che scorre nei chakra è chiamata Prana [Qi (in Cina), Ki (in Giappone), Spanda (l’energia vibrante dello Shivaismo Tantrico Non Dualista del Kashmir], un’energia sottile e vitale, veicolata dal respiro e che scorre nel corpo passando attraverso i canali energetici (72.000 nadi del sistema Yoga/Ayurveda indiano) e i 12 meridiani della Medicina Tradizionale Cinese.

Le Nadi principali in cui scorre il prana sono tre: Sushumna (canale centrale che parte dalla zona sacrococcigea e raggiunge la sommità della testa, correndo parallelo all’asse cerebrospinale), Ida (il canale che parte dalla zona sacrococcigea, avvolge Sushumna e arriva alla narice sinistra) e Pingala (il canale che parte dalla zona sacro-coccigea, avvolge Sushumna e arriva alla narice destra).
L’obiettivo del praticante è far fluire l’energia all’interno della Sushumna (il sentiero non duale) e creare una connessione armoniosa ascendente/discendente e discendente/ascendente tra i chakra (che, ruotando, alimentano questo flusso continuo), finché non si avverte di oltrepassare i confini del corpo fisico e di sperimentare consapevolmente la realtà dei vari corpi sottili, corpi che, nella loro totalità, sono immaginati anche come un unico corpo, il corpo ottuplice (Tantrāloka, pagina 606, nota di Raniero Gnoli, autore della traduzione in italiano del testo scritto in sanscrito).
Il corpo fisico è più denso (vibra più lentamente perché le particelle sono confinate in uno spazio più piccolo e hanno meno libertà di movimento le une rispetto alle altre) rispetto ai corpi sottili, che diventano gradualmente sempre meno densi (vibrano sempre più velocemente) man mano che diventano più sottili (un processo di progressiva dissoluzione) e sono immaginati come gli strati di una cipolla che circondano il corpo fisico a diverse distanze l’uno dall’altro.
Il corpo fisico, detto anche corpo grossolano (il corpo che si manifesta nella realtà fisica, lo stato grossolano dell’Essere, seguendo gli insegnamenti di René Guénon, noto studioso di metafisica), è il risultato finale di un processo di progressiva coagulazione, che è minimo nel corpo più sottile, continua nei corpi meno sottili e termina quando raggiunge il corpo fisico, dove apparentemente non esiste alcuna vibrazione.
Abhinavagupta (un grande Maestro del Kashmir), parlando della Māyā, il potere della Coscienza Universale attraverso cui si manifesta ogni realtà differenziata (ma che non ha ancora subito il processo di differenziazione e che contiene in sé tutte le distinzioni future), la definisce come ‘sottile, poiché (non è vista direttamente, ma) è immaginata solo dai suoi prodotti.’ (Tantrāloka, pagina 313).
Nel passo sopra riportato, la parola ‘immaginata’ equivale alla parola ‘inferita’ (nota n. 47 di R. Gnoli, pagina 313 del Tantrāloka).
Ciò dimostra chiaramente che tutto ciò che è ‘sottile’ (e, di conseguenza, anche i corpi sottili e l’energia sottile) non deve essere inteso come qualcosa di direttamente visto, ma inferito, derivato dagli effetti sperimentati dal soggetto (effetti che, tuttavia, possono non essere frutto dell’immaginazione, ma un’esperienza riportata come reale, seppur intangibile, un’esperienza che non può essere definita percettiva o relativa a sensazioni associate al corpo fisico), il quale, avendoli sperimentati, li narra ad altri che possono averli già sperimentati o, al contrario, che non li hanno ancora sperimentati.
I chakra non possono essere compresi facendo riferimento alla fisica, alla biologia, alla fisiologia e nemmeno alla psicologia e alla sociologia.
Tuttavia, ciascuna al suo livello, queste scienze possono consentirci di studiare approssimativamente gli effetti ipotizzati dell’azione dei chakra e possono permetterci d’influenzare il loro funzionamento attraverso la manipolazione di leggi fisiche, biologiche, fisiologiche, psicologiche e sociologiche note.
I chakra devono essere sperimentati, cioè conosciuti e percepiti funzionalmente attraverso metodi trasmessi da diverse tradizioni di saggezza e, quando possibile, adattati e integrati con le conoscenze e i metodi attuali per renderli più accessibili all’uomo moderno.
Questo è uno degli obiettivi principali della Metodologia per l’Equilibrio dei Processi Attentivi sui Chakra (MEPAC di N. Bonaventura). Chi utilizza la MEPAC impara a dirigere la propria attenzione in modo appropriato e consapevole e a promuovere il processo progressivo di conoscenza dei propri chakra, comprendendone funzioni e benefici.
Nota: ‘Le informazioni contenute in queste pagine hanno solo scopo informativo e non sostituiscono il parere o la diagnosi di uno psicologo/psicoterapeuta o di un medico professionista. In accordo con la psicopatologia fenomenologica di Karl Jaspers, va sottolineato che i chakra vengono utilizzati esclusivamente come mappe concettuali per la gestione del carico attentivo e l’analisi dei vissuti soggettivi. L’approccio fenomenologico, infatti, cerca la connessione interna dei sensi: non chiede perché succede (spiegazione causale), ma come appare alla coscienza del soggetto. Il riferimento alla psicopatologia non intende fornire prove eziologiche (causa-effetto) tra l’ipotesi di uno squilibrio energetico ‘sottile’ e un disturbo psichiatrico; in definitiva, quando lavori sui chakra, tu non ‘spieghi’ un’energia invisibile, ma ‘comprendi’ come il soggetto vive la sua attenzione in quel punto. Al contrario, coerentemente con l’approccio jaspersiano, si ipotizza che possa verificarsi il percorso inverso, dove il disturbo clinico impatta sul vissuto del centro; tale analisi serve agli psicoterapeuti che applicano la TCCEO come sistema di orientamento fenomenologico e criterio guida di esclusione dalla MEPAC.’
Principali fonti di riferimento bibliografico e informazioni aggiuntive:
Basi Scientifiche e Cliniche (T.T.E.S. e TCCEO)
Validazione Scientifica e Ricerca Indipendente
In questa sezione si documentano le basi cliniche e la ricerca indipendente del Dr. Bonaventura.
Bonaventura N., Nuove Metodologie per il Biofeedback in Psicosomatica: La Teoria Tricromatica dell’Equilibrio del Sistema Nervoso Vegetativo. Relazione presentata, tra i vari contributi a congressi internazionali, alle Conferenze Internazionali Estive, Catania, Italia, 2003 (Sezione: Psicosomatica e Medicina, Teoria e Pratica Clinica Integrata).
T.T.E.S. – Sito Ufficiale della Teoria Tricromatica dell’Equilibrio dei Sistemi.
Protocolli di Terza Generazione e Processi Attentivi
Riferimenti scientifici internazionali che validano l’approccio orientato all’attenzione, alla mindfulness e alla fenomenologia del vissuto.
Jaspers K., Psicopatologia generale, Il Pensiero Scientifico Editore, 2000 (Ed. orig. 1913). [Riferimento metodologico per l’analisi fenomenologica dei processi attentivi nella MEPAC].
Wells A., Metacognitive Therapy for Anxiety and Depression, The Guilford Press, 2011.
Segal Z., Williams M., Teasdale J., Mindfulness-Based Cognitive Therapy for Depression, The Guilford Press, 2018.
Hayes S. C., Strosahl K. D., Wilson K. G., Acceptance and Commitment Therapy. The Process and Practice of Mindful Change, The Guilford Press, 2016.
Linehan M. M., Trattamento cognitivo-comportamentale del disturbo borderline. Il modello DBT, Raffaello Cortina Editore, 2021.
Gilbert P., Introducing compassion-focused therapy, Cambridge University Press, 2018.
Modelli Fenomenologici e Psicologia dei Centri Energetici (MEPAC)
Testi utilizzati per l’analisi dei vissuti corporei e la gestione del carico attentivo secondo il modello dei chakra.
Klausbernd V., I Chakras. Guide Ed. Armenia, 2000.
Anodea J., Il libro dei chakra. Il sistema dei chakra e la psicologia. Neri Pozza Editore, 1998.
Anodea J., Chakras, ruote di vita. Armenia, 1997.
Dominique L., Il manuale del chakra. Hobby & Work Publishing, 1997.
Fondamenti Diagnostici e Clinici
American Psychiatric Association, Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-5-TR), APA Publishing, 2022. [Punto di riferimento per l’inquadramento delle psicopatologie e i criteri di esclusione della MEPAC].
Fondamenti Post-Razionalisti e Cognitivi
Riferimenti scientifici internazionali che validano l’approccio orientato all’analisi dei processi cognitivi, alla ristrutturazione razionale e alla conoscenza del Sé.
Guidano V. F., Il sé nel suo divenire. Verso una terapia cognitiva post-razionalista, Bollati Boringhieri, 1992.
Guidano V. F., La complessità del sé. Un approccio sistemico-processuale alla psicopatologia e alla terapia cognitiva, Bollati Boringhieri, 1988.
Beck A. T., Principi di terapia cognitiva. Un approccio nuovo alla cura dei disturbi affettivi, Astrolabio, 1984.
Ellis A. e De Silvestris C., Ragione ed emozione in psicoterapia, Astrolabio, 1989.
Tradizioni Sapienziali e Filosofia Perennis (Fonti di riferimento MEPAC)
Fonti storiche e filosofiche che ispirano la ricerca sull’evoluzione dell’Essere e lo sviluppo spirituale.
Dyczkowski M. S., La dottrina della vibrazione nello sivaismo tantrico del Kashmir, Adelphi Edizioni, Milano, 2013.
Aurobindo S., Guida allo yoga. Gli insegnamenti del grande maestro, Edizioni Mediterranee, Roma, 2009.
Agostino d’Ippona (Sant’), Le confessioni, Paoline Editoriale Libri, Milano, 1998.
Iyengar B. K. S., Gli antichi insegnamenti dello yoga. I sutra del grande maestro Patañjali, Gruppo Editoriale Futura, 1997.
Ouspensky P. D., La quarta via. Discorsi e dialoghi secondo l’insegnamento di G. I. Gurdjieff, Casa Editrice Astrolabio – Ubaldini Editore, Roma, 1997.
Osho R., La bibbia di Rajneesh, Bompiani, Milano, 1996.
Osho R., Il libro dei segreti, Bompiani, Milano, 1995.
Osho R., Tantra. La comprensione suprema, Bompiani, Milano, 1994.
Giovanni Della Croce (San), La Notte Oscura, Piero Gribaudi Editore, Milano, 1993.
Guénon R., Gli stati molteplici dell’essere, Adelphi Edizioni, Milano, 1996.
Guénon R., L’uomo e il suo divenire secondo il Vêdânta, Adelphi Edizioni, Milano, 1992.
Guénon R., Introduzione generale allo studio delle dottrine indù, Adelphi Edizioni, Milano, 1989.
Teresa d’Avila (Santa), Cammino di Perfezione, Città Nuova Editrice, Roma, 1980.
Ouspensky P. D., Frammenti di un insegnamento sconosciuto: testimonianza di otto anni di lavoro come discepolo di Gurdjieff, Casa Editrice Astrolabio – Ubaldini Editore, Roma, 1976.
Abhinavagupta, Luce delle Sacre Scritture (Tantrāloka), a cura di Raniero Gnoli, UTET, Torino, 1972.
La Sacra Bibbia, Vol. I, II e III, SAIE Editrice, Torino, 1969.
Aurobindo S., La sintesi dello Yoga. Vol. I, II, III, Ubaldini Editore, Roma, 1967-1969.
