
Manipura Chakra (Chakra del Plesso Solare)
Premessa
Questa sezione fa parte dell’introduzione teorica alla MEPAC (Metodologia per l’Equilibrio dei Processi Attentivi sui Chakra di N. Bonaventura), un modulo specialistico teorico-pratico, non clinico, che utilizza la conoscenza millenaria dei chakra come mappa per l’equilibrio dell’attenzione e la realizzazione dell’Essere.
La MEPAC è un protocollo avanzato e metodologicamente indipendente, derivato dalla Terapia Cognitivo Comportamentale dell’Equilibrio Olistico (TCCEO di N. Bonaventura) dei processi attentivi, destinato a individui o gruppi in condizioni di benessere psicofisico e finalizzato esclusivamente alla crescita personale e spirituale.
L’accesso al modulo è riservato a chi ha completato un percorso terapeutico e desidera proseguire la propria evoluzione interiore, oppure a chi – in assenza di condizioni cliniche o psicopatologiche che richiedano un trattamento prioritario – mira a raggiungere un livello di consapevolezza superiore attraverso un rigoroso lavoro su se stesso.
Manipura Chakra
1) Posizione: Colonna vertebrale, plesso solare (Addome superiore)
2) Ghiandola: Pancreas
3) Senso fisico: Vista
4) Elemento: Fuoco
5) Colore: Giallo
6) Petali del loto: 10
7) Simbolo: Loto con un triangolo al centro con l’apice rivolto verso il basso
8) Mantra: Ram
9) Mudra: Manipura Mudra
10) Nota musicale: Mi
11) Funzioni fisiche: le funzionalità di stomaco, fegato, pancreas, sistema digerente e metabolismo potrebbero riflettersi sull’equilibrio energetico di questo centro
12) Funzioni mentali: la volontà, il potere personale, l’autostima e la meta-cognizione del valore potrebbero influenzare attivamente la stabilità di questo centro
Alcune tradizioni spirituali orientali, che hanno radici comuni nell’Induismo (in particolare nelle correnti del Tantra e dell’Hatha Yoga), considerano Manipura (‘Città del gioiello splendente’) l’epicentro del nostro potere personale, della nostra forza di volontà e della nostra autostima.
Situato nel plesso solare, tra l’ombelico e lo sterno, è immaginato come una ‘centrale elettrica’ psichica in cui avviene la trasformazione dell’energia grezza in azione mirata.
A livello psicologico, la strutturazione di un Sé stabile e la capacità funzionale di creare confini sani tra sé e il mondo sono processi fondamentali per l’equilibrio di Manipura.
In questa prospettiva, non è il chakra a creare l’identità, ma piuttosto la qualità della formazione del Sé e della gestione dei confini psichici che si riflette direttamente nella stabilità energetica di questo centro, determinandone la forza o la fragilità.
Coerentemente con l’approccio fenomenologico della MEPAC, Manipura è inteso come la sede in cui si manifesta la meta-cognizione del valore: ovvero la capacità di osservare, valutare e regolare i criteri attraverso cui attribuiamo importanza a noi stessi, e l’efficacia di questa capacità, di conseguenza, influenzerebbe l’attivazione del plesso solare.
Mentre l’emozione pura (secondo chakra) ci dice come ci sentiamo, qui dobbiamo comprendere che il nostro valore esiste indipendentemente dalle prestazioni. Riconoscendo il nostro diritto di esistere e agire come un fatto oggettivo, poniamo Manipura in uno stato di equilibrio energetico.
Questo riconoscimento va oltre l’autostima di base, è meta-cognizione, ovvero capacità di ‘pensare al pensiero’, il processo mediante il quale identifichiamo i parametri in base ai quali giudichiamo noi stessi (es. ‘Mi sto dando valore solo perché sono stato produttivo oggi?’), riconoscendo se il nostro senso di autoefficacia è influenzato da proiezioni esterne (genitori, società, partner) o se deriva da un nucleo interno autentico.
È la capacità di correggere il proprio punto di vista quando il critico interiore diventa troppo duro o, al contrario, troppo compiacente.
Se abbiamo una buona meta-cognizione del valore, sappiamo quando è il momento di affermarci, di usare il nostro potere personale e quando è il momento di fare un passo indietro, senza che questo ritiro influisca sulla percezione della nostra dignità.
È una specie di termostato dell’Io: regola la temperatura della nostra presenza sociale in modo che non sia né troppo fredda (passività), né troppo calda (aggressività), né che oscilli alternativamente tra le due (passività e aggressività).
Senza questa funzione metacognitiva, potremmo non raggiungere gli obiettivi che ci prefiggiamo e, se falliamo, rischiamo di identificarci con il fallimento e di diventare noi stessi il fallimento.
Con la metacognizione osserviamo il fallimento, ne valutiamo le cause, ma la nostra identità rimane intatta, perché comprendiamo che l’azione è diversa dall’essere.
Questa capacità di distacco e regolazione cosciente poggia sulla struttura neurofisiologica più evoluta del nostro organismo. Nella gerarchia neurologica di Hughlings Jackson, Manipura si ancora al ‘Livello Superiore’, preposto al controllo volontario e all’integrazione delle funzioni cognitive.
Dal punto di vista evolutivo, secondo il modello del ‘Cervello Trino’ di Paul MacLean, entriamo nel dominio della Neocorteccia, l’area più recente dell’encefalo che permette il pensiero logico, la pianificazione e l’autocoscienza.
In termini neurofisiologici, seguendo la Teoria Polivagale di Stephen Porges, questo livello corrisponde all’attivazione del Sistema Parasimpatico Ventrale (Complesso di Ingaggio Sociale): il freno vagale ‘intelligente’ che modula l’eccitazione del simpatico, permettendo la calma vigile, la comunicazione assertiva e la connessione sicura con l’ambiente senza cadere nella reattività di attacco o fuga.
Nella prospettiva di G.I. Gurdjieff, questo centro energetico è la sede del ‘Centro Intellettuale’: quella parte della macchina umana che, attraverso la meta-cognizione, osserva e organizza i dati dei centri inferiori (primo e secondo chakra), trasformando l’impulso grezzo in volontà consapevole e potere personale equilibrato.
Il modo in cui ci proiettiamo all’esterno e il ruolo che sentiamo di meritare nella società, attraverso la saggezza del potere, definisce la nostra identità sociale e influenza l’equilibrio energetico del terzo chakra.
Non si tratta solo di avere forza di volontà, ma di capire come, perché e quanto applicare tale potere, mantenendo al contempo un’immagine di sé coerente, capace di adattarsi funzionalmente alle diverse circostanze.
È il potere della volontà e dell’autodisciplina che ci permette di superare l’inerzia e portare a termine i progetti, trasformando i desideri (che le tradizioni spirituali associano ai movimenti energetici del secondo chakra) in realtà tangibile.
Questo potere, esercitato con assertività, rappresenta la capacità di controllare, dominare i propri impulsi e influenzare l’ambiente circostante senza diventare un tiranno o una sua vittima.
Uno stile di leadership che non domina, ma ispira (l’individuo non è temuto, ma ammirato), è immaginato come uno stato di equilibrio energetico e funzionale in Manipura.
L’individuo non ha bisogno di opprimere gli altri per sentirsi potente, perché la sua autorità deriva da un’incrollabile integrità interiore.
La capacità di governare i propri impulsi e di agire coerentemente nel mondo, rispettando la propria verità interiore, espressione non del ‘potere sugli altri’, ma del potere su se stessi, si riflette nell’armonia del terzo chakra.
Quando non comprendiamo come, perché e quanto applicare questo potere, possono verificarsi specifiche distorsioni cognitive e comportamentali, nonché corrispondenti reazioni fisiologiche ed emotive, ed è molto probabile che l’energia del terzo centro non fluisca più come dovrebbe.
Gli individui con personalità aggressive (stile comunicativo aggressivo) e dominanti (che in contesti socialmente degradati possono manifestare un Disturbo Antisociale di Personalità) o con pretese narcisistiche e grandiose (Disturbo Narcisistico di Personalità), o con bisogno ossessivo di controllo (Disturbo Ossessivo-Compulsivo, Disturbo Ossessivo-Compulsivo di Personalità), perfezionismo punitivo e competitività distruttiva, tendono ad avere specifiche distorsioni cognitive e comportamentali, nonché reazioni fisiologiche ed emotive, che potrebbero manifestarsi nel terzo chakra come iperattività energetica (eccesso dell’elemento Fuoco).
Questi individui tendono a misurare il proprio valore esclusivamente in base al successo e al potere, sviluppando un’insaziabile fame di riconoscimento che maschera una profonda insicurezza, un falso sé.
Al contrario, la frammentazione del senso di sé potrebbe causare una carenza energetica nel terzo chakra (insufficienza dell’elemento Fuoco).
Comportamenti ed esperienze come la sindrome dell’impostore (in cui una persona non riesce ad attribuirsi il merito dei propri successi personali, attribuendoli al caso o alla fortuna e percependo se stessa come incompetente e bugiarda, convinta di ingannare chiunque valuti e apprezzi i suoi successi), la mentalità la vittimistica cronica, la passività e tendenza a sottomettersi (stile comunicativo passivo), l’estrema difficoltà a prendere decisioni (Disturbo Ossessivo-Compulsivo, Disturbo Ossessivo-Compulsivo di Personalità), la paura di essere giudicati dagli altri (Ansia Sociale, Disturbo Evitante di Personalità) e una persistente sensazione di essere ‘invisibili’ (che, soprattutto se la persona ha subito un trauma, può essere accompagnata da sintomi dissociativi, come Depersonalizzazione e Derealizzazione) o l’impotenza di fronte agli eventi della vita, condizione che può facilitare l’insorgenza di un Episodio Depressivo Maggiore o di un Disturbo Depressivo Persistente, potrebbero scompensare Manipura, indebolendolo energicamente.
Invece, l’alternanza improvvisa di comportamenti passivi e aggressivi, specie se di natura cronica, può coincidere con i comportamenti tipici del Disturbo Passivo-Aggressivo di Personalità e, potenzialmente, con un particolare stato di squilibrio energetico del terzo chakra caratterizzato da fluttuazioni potenzialmente improvvise di carenza ed eccesso energetico.
Un aspetto psicosomatico cruciale è la connessione tra il plesso solare e il diaframma.
Conflitti profondi, ad esempio tra desiderio e volontà, possono manifestarsi fisicamente come un diaframma contratto, una condizione somatica che rifletterebbe un terzo chakra parzialmente bloccato energeticamente.
Questa rigidità limita la respirazione, creando una barriera fisica che impedisce la libera espressione di sé.
Anche i disturbi digestivi, possibili espressioni simboliche dell’incapacità di ‘metabolizzare’ le esperienze frustranti e la rabbia che spesso li accompagnano, potrebbero influire negativamente sul flusso di energia in Manipura.
L’emozione della rabbia può accumularsi sotto forma di tensione muscolare nella zona epigastrica, provocando, a lungo andare, una costante sensazione di oppressione.
Proprio come lo stomaco converte il cibo in energia, una mente equilibrata trasforma le esperienze ordinarie e traumatiche in saggezza e forza (metabolismo psichico), immagini che corrispondono a un terzo chakra energicamente equilibrato.
Il passaggio dal pensiero all’azione è la condizione necessaria affinché i desideri si realizzino in progetti concreti, evitando che rimangano sogni astratti (tipici del secondo chakra) senza mai trasformarsi.
Mentre la paura avrebbe un impatto negativo sul flusso di energia nel primo chakra e il senso di colpa (oltre alla vergogna verso i propri desideri) nel secondo, il principale ostacolo energetico nel terzo chakra coinciderebbe con la vergogna derivante dal giudizio che gli altri hanno di noi e delle nostre azioni.
La vergogna agisce come un acido che erode il senso di valore e potere personale. Impedisce agli individui di esprimere la propria volontà perché temono il giudizio o l’umiliazione.
Giudizi, punizioni, svalutazioni, critiche distruttive, restrizioni alla libertà di espressione e di movimento, controllo esercitato senza amorevole cura, decisioni arbitrarie, comportamenti autoritari, abusi e violenze perpetrati da genitori, educatori o persone più grandi o più forti (bullismo), possono avere un grave impatto traumatico (Disturbo Post-Traumatico da Stress, Disturbo Post-Traumatico da Stress complesso) sullo sviluppo dell’Io del bambino o dell’adolescente o minare la sicurezza acquisita dell’adulto (mobbing, Disturbo Acuto da Stress).
In tutti questi casi è legittimo supporre che l’equilibrio energetico del terzo chakra sarà inevitabilmente influenzato (o compromesso) in modo significativo, sia per eccesso che per carenza.
In accordo con quanto chiaramente affermato nella sezione intitolata ‘Che cos’è la Metodologia per l’Equilibrio dei Processi Attentivi sui Chakra (MEPAC)?’, l’eliminazione dei sintomi psicofisiologici, dei possibili disturbi mentali e delle cause che mantengono di riflesso una probabile attività eccessiva o carente del terzo chakra (come anche degli altri chakra) è il presupposto per l’accesso al protocollo MEPAC avanzato e metodologicamente indipendente, destinato a individui o gruppi in condizioni di benessere psicofisico e finalizzato esclusivamente alla crescita personale e spirituale.
In conclusione, quando siamo in grado di far risplendere la nostra luce e di agire nel mondo con coraggio, responsabilità, integrità e un sano senso del nostro valore, il terzo chakra, considerato dalle tradizioni spirituali il centro della nostra autonomia emotiva, probabilmente si troverà in un equilibrio energetico ottimale e favorirà le giuste condizioni per ascendere pienamente alle opportunità che il livello del quarto chakra può offrirci.
Nota: ‘Le informazioni contenute in queste pagine hanno solo scopo informativo e non sostituiscono il parere o la diagnosi di uno psicologo/psicoterapeuta o di un medico professionista. In accordo con la psicopatologia fenomenologica di Karl Jaspers, va sottolineato che i chakra vengono utilizzati esclusivamente come mappe concettuali per la gestione del carico attentivo e l’analisi dei vissuti soggettivi. L’approccio fenomenologico, infatti, cerca la connessione interna dei sensi: non chiede perché succede (spiegazione causale), ma come appare alla coscienza del soggetto. Il riferimento alla psicopatologia non intende fornire prove eziologiche (causa-effetto) tra l’ipotesi di uno squilibrio energetico ‘sottile’ e un disturbo psichiatrico; in definitiva, quando lavori sui chakra, tu non ‘spieghi’ un’energia invisibile, ma ‘comprendi’ come il soggetto vive la sua attenzione in quel punto. Al contrario, coerentemente con l’approccio jaspersiano, si ipotizza che possa verificarsi il percorso inverso, dove il disturbo clinico impatta sul vissuto del centro; tale analisi serve agli psicoterapeuti che applicano la TCCEO come sistema di orientamento fenomenologico e criterio guida di esclusione dalla MEPAC.’
Alcune delle principali fonti di riferimento bibliografico e informazioni aggiuntive:
Basi Scientifiche e Cliniche (T.T.E.S. e TCCEO)
Validazione Scientifica e Ricerca Indipendente
In questa sezione si documentano le basi cliniche e la ricerca indipendente del Dr. Bonaventura.
Bonaventura N., Nuove Metodologie per il Biofeedback in Psicosomatica: La Teoria Tricromatica dell’Equilibrio del Sistema Nervoso Vegetativo. Relazione presentata, tra i vari contributi a congressi internazionali, alle Conferenze Internazionali Estive, Catania, Italia, 2003 (Sezione: Psicosomatica e Medicina, Teoria e Pratica Clinica Integrata).
T.T.E.S. – Sito Ufficiale della Teoria Tricromatica dell’Equilibrio dei Sistemi.
Protocolli di Terza Generazione e Processi Attentivi
Riferimenti scientifici internazionali che validano l’approccio orientato all’attenzione, alla mindfulness e alla fenomenologia del vissuto.
Jaspers K., Psicopatologia generale, Il Pensiero Scientifico Editore, 2000 (Ed. orig. 1913). [Riferimento metodologico per l’analisi fenomenologica dei processi attentivi nella MEPAC].
Wells A., Metacognitive Therapy for Anxiety and Depression, The Guilford Press, 2011.
Segal Z., Williams M., Teasdale J., Mindfulness-Based Cognitive Therapy for Depression, The Guilford Press, 2018.
Hayes S. C., Strosahl K. D., Wilson K. G., Acceptance and Commitment Therapy. The Process and Practice of Mindful Change, The Guilford Press, 2016.
Linehan M. M., Trattamento cognitivo-comportamentale del disturbo borderline. Il modello DBT, Raffaello Cortina Editore, 2021.
Gilbert P., Introducing compassion-focused therapy, Cambridge University Press, 2018.
Modelli Fenomenologici e Psicologia dei Centri Energetici (MEPAC)
Testi utilizzati per l’analisi dei vissuti corporei e la gestione del carico attentivo secondo il modello dei chakra.
Klausbernd V., I Chakras. Guide Ed. Armenia, 2000.
Anodea J., Il libro dei chakra. Il sistema dei chakra e la psicologia. Neri Pozza Editore, 1998.
Anodea J., Chakras, ruote di vita. Armenia, 1997.
Dominique L., Il manuale del chakra. Hobby & Work Publishing, 1997.
Fondamenti Diagnostici e Clinici
American Psychiatric Association, Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-5-TR), APA Publishing, 2022. [Punto di riferimento per l’inquadramento delle psicopatologie e i criteri di esclusione della MEPAC].
Fondamenti Post-Razionalisti e Cognitivi
Riferimenti scientifici internazionali che validano l’approccio orientato all’analisi dei processi cognitivi, alla ristrutturazione razionale e alla conoscenza del Sé.
Guidano V. F., Il sé nel suo divenire. Verso una terapia cognitiva post-razionalista, Bollati Boringhieri, 1992.
Guidano V. F., La complessità del sé. Un approccio sistemico-processuale alla psicopatologia e alla terapia cognitiva, Bollati Boringhieri, 1988.
Beck A. T., Principi di terapia cognitiva. Un approccio nuovo alla cura dei disturbi affettivi, Astrolabio, 1984.
Ellis A. e De Silvestris C., Ragione ed emozione in psicoterapia, Astrolabio, 1989.
Tradizioni Sapienziali e Filosofia Perennis (Fonti di riferimento MEPAC)
Fonti storiche e filosofiche che ispirano la ricerca sull’evoluzione dell’Essere e lo sviluppo spirituale.
Dyczkowski M. S., La dottrina della vibrazione nello sivaismo tantrico del Kashmir, Adelphi Edizioni, Milano, 2013.
Aurobindo S., Guida allo yoga. Gli insegnamenti del grande maestro, Edizioni Mediterranee, Roma, 2009.
Agostino d’Ippona (Sant’), Le confessioni, Paoline Editoriale Libri, Milano, 1998.
Iyengar B. K. S., Gli antichi insegnamenti dello yoga. I sutra del grande maestro Patañjali, Gruppo Editoriale Futura, 1997.
Ouspensky P. D., La quarta via. Discorsi e dialoghi secondo l’insegnamento di G. I. Gurdjieff, Casa Editrice Astrolabio – Ubaldini Editore, Roma, 1997.
Osho R., La bibbia di Rajneesh, Bompiani, Milano, 1996.
Osho R., Il libro dei segreti, Bompiani, Milano, 1995.
Osho R., Tantra. La comprensione suprema, Bompiani, Milano, 1994.
Giovanni Della Croce (San), La Notte Oscura, Piero Gribaudi Editore, Milano, 1993.
Guénon R., Gli stati molteplici dell’essere, Adelphi Edizioni, Milano, 1996.
Guénon R., L’uomo e il suo divenire secondo il Vêdânta, Adelphi Edizioni, Milano, 1992.
Guénon R., Introduzione generale allo studio delle dottrine indù, Adelphi Edizioni, Milano, 1989.
Teresa d’Avila (Santa), Cammino di Perfezione, Città Nuova Editrice, Roma, 1980.
Ouspensky P. D., Frammenti di un insegnamento sconosciuto: testimonianza di otto anni di lavoro come discepolo di Gurdjieff, Casa Editrice Astrolabio – Ubaldini Editore, Roma, 1976.
Abhinavagupta, Luce delle Sacre Scritture (Tantrāloka), a cura di Raniero Gnoli, UTET, Torino, 1972.
La Sacra Bibbia, Vol. I, II e III, SAIE Editrice, Torino, 1969.
Aurobindo S., La sintesi dello Yoga. Vol. I, II, III, Ubaldini Editore, Roma, 1967-1969.
