L’approccio cognitivo si sviluppa successivamente a quello comportamentale e, in generale, imputa il disagio lamentato ad uno scarso grado di consapevolezza dei processi di pensiero e d’immaginazione e ad un loro uso inadeguato.
A. Ellis (con la sua REBT, Rational-Emotive Behavior Therapy) e A. Beck (a cui è ricondotta la terapia cognitiva standard) furono due dei clinici più autorevoli della prima fase storica della terapia cognitiva, quella definita razionalista.
Lo psicoterapeuta cognitivo, che opera secondo l’approccio standard o razionalista, interviene soprattutto sui processi di pensiero e d’immaginazione definiti ‘automatici‘, ovvero quelli eseguiti per tanto tempo e con frequenza e rapidità tali da essere diventati poco o affatto percepibili alla persona che li esegue.
La teoria cognitiva standard riconduce i processi di pensiero e d’immaginazione automatici a convinzioni e a schemi cognitivi acquisiti nel contesto ambientale in cui la persona ha vissuto e nella quale ha fatto le proprie esperienze di vita.
Le convinzioni e gli schemi disadattivi o patogeni sono basati su alcuni ‘errori cognitivi‘ (Inferenza arbitraria, Astrazione selettiva, Pregiudizio sul controllo, Etichettamento, ecc.), ovvero su modi errati di utilizzare i processi di pensiero e d’immaginazione (e pertanto definiti ‘pensieri irrazionali‘).
L’obiettivo dello psicoterapeuta cognitivo standard è quello d’insegnare alla persona in trattamento a identificare i pensieri automatici che rappresentano errori cognitivi e addestrarla a modificarli e sostituirli attivamente, così da influenzare indirettamente anche le convinzioni e gli schemi patogeni.
Questo intervento si basa sullo schema’A-B-C‘ (Antecedence-Belief-Consequence).
‘Antecedence‘ sono gli antecedenti situazionali (dove mi trovo, con chi sono e cosa sto facendo), ‘Belief‘ rappresenta il pensiero, la credenza, la convinzione o l’immagine mentale da identificare e poi modificare e, infine, ‘Consequence‘ sono le conseguenze emotive, fisiologiche e comportamentali.
L’effettivo processo di modificazione cognitiva o ristrutturazione si ottiene quindi sostituendo i pensieri disfunzionali precedentemente identificati con pensieri funzionali e adattivi.
Attraverso questo apprendimento, la persona impara a ridurre e poi eliminare le emozioni negative, i sintomi, i disturbi e i modi di pensare e di agire disfunzionali e inappropriati.
Principali fonti di riferimento bibliografico e informazioni aggiuntive:
A. Ellis e C. De Silvestris. Ragione ed emozione in psicoterapia. Casa Editrice Astrolabio, 1989.
A. T. Beck. Principi di terapia cognitiva. Un approccio nuovo alla cura dei disturbi affettivi. Casa Editrice Astrolabio, 1984.
