Una persona che ha assistito alla morte di un’altra persona per cause accidentali o violente, o ha appreso della morte di un familiare per le stesse cause, o ha assistito a una minaccia di morte o ad altri eventi violenti, o ha subito personalmente gli effetti di questi eventi accidentali o violenti, potrebbe essere a rischio di sviluppare un Disturbo Acuto da Stress.
Le cause accidentali o violente che possono favorire l’insorgenza di un Disturbo Acuto da Stress sono le stesse che intervengono nel Disturbo Post-Traumatico da Stress (per informazioni specifiche si rimanda alle pagine dedicate a quest’ultimo disturbo).
La persona affetta da un Disturbo Acuto da Stress presenta una serie di sintomi clinicamente significativi (gli stessi descritti per il Disturbo Post-Traumatico da Stress) che hanno un impatto negativo sulla sua vita e incidono su diversi ambiti esistenziali (famiglia, lavoro, studio, tempo libero, relazioni sociali, ecc.).
I sintomi solitamente compaiono subito dopo l’evento traumatico (anche se non necessariamente), ma per essere classificati come Disturbo Acuto da Stress, devono essere trascorsi almeno 3 giorni e non più di un mese dall’evento traumatico (se i sintomi durano più di un mese, la persona soffrirà di Disturbo Post-Traumatico da Stress).
Il sesso e il genere femminile, la presenza di altri disturbi mentali (ansia, depressione, ecc.) o di traumi precedenti (ad esempio, risalenti all’infanzia) all’impatto dell’evento traumatico attuale favoriscono l’insorgenza del Disturbo Acuto da Stress e aumentano la probabilità di una maggiore intensità e durata dei sintomi.
Sebbene a volte i sintomi del Disturbo Acuto da Stress possano scomparire senza alcun tipo di intervento psicoterapeutico, nella maggior parte dei casi l’intervento è auspicabile o necessario, anche se il suo beneficio sembra dimostrarsi solo se sono trascorse almeno due settimane o più dall’impatto dell’evento traumatico (il tempo minimo solitamente necessario per un parziale recupero funzionale della capacità della persona traumatizzata di elaborare il materiale traumatico e di rispondere positivamente al trattamento, a condizione che non vi siano ulteriori ostacoli, derivanti dal contesto ambientale o dalla persona traumatizzata, che possano rendere il trattamento difficile o impraticabile).
La Terapia Cognitivo-Comportamentale Focalizzata sul Trauma (TFCBT) è particolarmente indicata per il trattamento del Disturbo Acuto da Stress e per la prevenzione del Disturbo Post-Traumatico da Stress (per informazioni specifiche si rimanda alle pagine dedicate a quest’ultimo disturbo).
Oltre la TFCBT, possono essere applicati utilmente anche altri approcci terapeutici specifici per il trauma, come EMDR e LTDR.
In alcuni casi, per ridurre l’impatto di sintomi fisiologici pronunciati, se il medico (psichiatra o neurologo) lo ritiene opportuno, la psicoterapia può essere supportata dall’uso di specifici psicofarmaci.
Nota: Le citazioni e le descrizioni dei quadri clinici presenti in questo testo sono rielaborazioni e traduzioni dall’originale inglese a cura dell’autore.
Principali fonti di riferimento bibliografico e informazioni aggiuntive:
MANUALE MSD (Versione per i pazienti)
American Psychiatric Association(2022). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (5th ed., text rev.). Washington, DC: APA Publishing.
Nota: Le citazioni e le descrizioni dei quadri clinici presenti in questo testo sono rielaborazioni e traduzioni dall’originale inglese a cura dell’autore.
Per l’edizione ufficiale italiana, si veda: American Psychiatric Association (2023). DSM-5-TR. Milano: Raffaello Cortina Editore.
Bisson JI, Roberts NP, Andrew M, Cooper R, Lewis C. Psychological therapies for chronic post-traumatic stress disorder (PTSD) in adults
