La Teoria Cognitivo-Comportamentale dell’Equilibrio Olistico (TCCEO) dei processi attentivi prevede un totale di sessantaquattro possibili stati attentivi a tre diversi livelli ambientali, rispettivamente interno (P), intermedio (C) ed esterno (A).
In realtà, ai fini della pratica clinica e del trattamento terapeutico, tutta la psicopatologia è riassunta in otto grandi categorie principali.
Le otto categorie principali in cui possono essere classificati e riassunti tutti i disturbi mentali sono le seguenti:
| 1. Iperattenzione all’ambiente interno, intermedio ed esterno | +P+C+A |
| 2. Iperattenzione all’ambiente interno e intermedio | +P+C–A |
| 3. Iperattenzione all’ambiente interno ed esterno | +P–C+A |
| 4. Iperattenzione all’ambiente intermedio ed esterno | –P+C+A |
| 5. Ipoattenzione all’ambiente intermedio ed esterno | +P–C–A |
| 6. Ipoattenzione all’ambiente interno ed esterno | –P+C–A |
| 7. Ipoattenzione all’ambiente interno e intermedio | –P–C+A |
| 8. Ipoattenzione all’ambiente interno, intermedio ed esterno | –P–C–A |
Queste otto categorie sono il risultato di un eccesso o di una carenza nell’orientamento e nell’uso dell’attenzione mentale ai tre livelli ambientali sopra indicati.
Le otto categorie principali, tuttavia, hanno, in una certa misura, strutture flessibili, modificabili, soggette a cambiamenti e, in condizioni particolari o dopo un trattamento con la TCCEO, è possibile passare da una categoria, in cui il processo attentivo è maggiormente compromesso, ad altre, in cui può esserlo meno o per niente (così come il colore rosso che dall’arancione può diventare giallo).
Ognuna di queste otto categorie principali può comprendere disturbi mentali che, a prima vista, sembrerebbero avere poco o nulla in comune tra loro, mentre lo stesso disturbo mentale può essere inserito in più di una categoria a seconda della fase considerata.
Sebbene la TCCEO sia una teoria basata su un modello transdiagnostico (vale a dire un modello che va oltre le classificazioni diagnostiche), l’inclusione in una delle otto categorie può riferirsi alla formulazione di una diagnosi classica di una condizione acuta (definita come uno stato) o cronica (definita come un tratto).
La diagnosi di un ‘disturbo di stato’ si riferisce a una situazione specifica, limitata e momentanea (ad esempio, una condizione di cambiamento improvviso e momentaneo causato da un primo attacco di panico e accompagnato da una serie di sintomi tipici ad esso associati).
In questo caso, potrebbe trattarsi di un disturbo temporaneo che può essere risolto rapidamente, a condizione che il trattamento con la TCCEO venga intrapreso immediatamente e in modo continuativo, per evitare la cronicizzazione del disturbo e dei sintomi associati.
Al contrario, la diagnosi di ‘disturbo di tratto’ fa riferimento a un cambiamento duraturo, determinato dalla mancanza di un tempestivo intervento terapeutico correttivo e causato, ad esempio, dal perdurare prolungato di una preoccupazione frequente e molto intensa di avere altri attacchi di panico dopo il primo o dopo averne subiti diversi, condizione clinica che richiede un intervento più lungo e impegnativo.
Infine, indipendentemente dal tipo di disturbo e di diagnosi, per ripristinare un adeguato equilibrio olistico dei processi attentivi, l’attivazione fisiologica dell’organismo (del sistema nervoso centrale e periferico) deve essere ottimale: un’attivazione eccessiva compromette la prestazione attentiva (a causa di un elevato livello di distrazione) così come un’attivazione carente (perché l’atto attentivo non può essere avviato o mantenuto nel tempo).
Nota: ‘Le informazioni contenute in queste pagine hanno solo scopo informativo e non sostituiscono il parere o la diagnosi di uno psicologo/psicoterapeuta o di un medico professionista.’
