Dr. Nunzio Bonaventura – Psicologo, Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale e Biofeedback Terapeuta

Amnesia dissociativa

Una persona affetta da Amnesia Dissociativa non è in grado di ricordare informazioni importanti sulla propria storia di vita (eventi, luoghi visitati, persone incontrate, attività svolte, competenze acquisite, ecc.), spesso legate a situazioni stressanti o traumatiche, ma che normalmente dovrebbero essere conservate nella memoria e facilmente accessibili per il richiamo volontario.

Una normale e lieve perdita di memoria che si verifica durante la vita quotidiana non è considerata un sintomo di Amnesia Dissociativa.

Questa categoria comprende solo le difficoltà nel richiamo volontario di ricordi che presentano le caratteristiche sopra descritte e causano un’oggettiva compromissione delle attività quotidiane della persona, interferendo in modo significativo con lo studio o il lavoro, le relazioni con il partner, la famiglia, gli amici e i gruppi sociali, ecc.

L’amnesia dissociativa può manifestarsi a qualsiasi età e il contenuto dell’Amnesia Dissociativa è spesso associato a stress o traumi (che solitamente precedono l’amnesia dissociativa e molto spesso risalgono all’infanzia), ma i vuoti di memoria includono anche ricordi diversi da quelli correlati alle situazioni stressanti o alle esperienze traumatiche.

Se, dopo l’insorgenza del Disturbo Acuto da Stress o del Disturbo Post-Traumatico da Stress, la persona non ricorda eventi successivi a quelli che hanno causato il Disturbo Acuto da Stress o il Disturbo Post-Traumatico da Stress, l’Amnesia Dissociativa è una diagnosi aggiuntiva a quella del Disturbo Acuto da Stress o del Disturbo Post-Traumatico da Stress.

Tuttavia, anche il Disturbo Acuto da Stress, Disturbo Post-Traumatico da Stress e il Disturbo Post-Traumatico da Stress Complesso possono presentare, tra i loro sintomi, amnesia dissociativa per i ricordi traumatici, nonchè depersonalizzazione e derealizzazione.

L’Amnesia dissociativa può essere causata dal Disturbo Dissociativo dell’Identità quando gli episodi di amnesia dissociativa sono frequenti, coinvolgono aree molto ampie dell’esperienza della persona e durano a lungo.

Quando il contenuto dell’amnesia dissociativa è recuperabile, l’amnesia dissociativa non può essere attribuita a condizioni tossiche (Disturbi Correlati a Sostanze), malattie (ad esempio, epilessia) o cause neurologiche (ad esempio, trauma cranico), perché, in questi ultimi casi, i ricordi andrebbero persi per sempre.

L’amnesia dissociativa riguarda quasi sempre eventi accaduti nel passato, molto raramente eventi che stanno accadendo nel presente e può manifestarsi in diversi modi:

– Amnesia generalizzata [riguarda l’identità personale e l’intera storia della vita (ad esempio, la persona potrebbe non ricordare di aver incontrato o frequentato personaggi famosi o potrebbe non essere in grado di esprimere competenze acquisite in passato, come saper suonare uno strumento musicale, parlare una lingua, ecc.)];

– Amnesia continuativa (si riferisce a tutte le nuove informazioni o esperienze che la persona acquisisce o sperimenta);

– Amnesia localizzata (riguarda i ricordi di un evento o di eventi che possono essere collocati in un arco temporale ampio, ma comunque limitato, come l’infanzia o l’adolescenza, o un periodo stressante della vita);

– Amnesia selettiva [riguarda determinati aspetti di un evento (ad esempio, un fatto molto significativo accaduto durante una vacanza con gli amici) o eventi specifici situati in un intervallo di tempo precisamente identificabile (ad esempio, eventi avvenuti durante una vacanza con gli amici fatta nell’estate di un anno specifico)];

– Amnesia sistematizzata [riguarda informazioni relative a contesti o persone specifici (ambiente di lavoro, famiglia, un conoscente o un amico, ecc.)].

La gravità dell’amnesia dissociativa dipende dalla durata e dall’estensione dell’arco di tempo che copre, dalla sua pervasività, dal suo impatto sull’identità dell’individuo e dalla sua interferenza negativa con la normale vita quotidiana.

Tra tutte le forme di amnesia dissociativa, l’amnesia generalizzata è certamente la più grave e invalidante.

Ha generalmente un esordio improvviso e si riscontra più spesso in persone che sono state vittime di eventi molto traumatici nel loro passato (abusi infantili, violenza sessuale, torture, combattimenti, ecc.), eventi che possono anche essere considerati come se non fossero mai accaduti nonostante prove oggettive del contrario.

Un comportamento che ha maggiori probabilità di essere associato all’amnesia dissociativa generalizzata è la fuga dissociativa, che è un ‘viaggio apparentemente intenzionale o un vagabondaggio disorientato associato all’amnesia per l’identità o altre informazioni autobiografiche rilevanti’ (come definito dal DSM-5-TR).

L’Amnesia Dissociativa può manifestarsi in associazione ad altri disturbi mentali oltre a quelli menzionati nelle pagine precedenti, in particolare con la depressione, la conversione, le disfunzioni sessuali e alcuni disturbi di personalità.

I tentativi di recuperare ricordi inaccessibili e il trattamento terapeutico dell’Amnesia Dissociativa devono essere necessariamente preceduti da valutazioni mediche che possano innanzitutto escludere fattori causali attribuibili a condizioni mediche, sostanze tossiche, traumi cerebrali o declino cognitivo dovuto all’età avanzata.

In assenza dei fattori sopra indicati, in alcuni casi, soprattutto in presenza di un ambiente supportivo, l’amnesia dissociativa può gradualmente risolversi da sola.

Quando questo non accade e nei casi più gravi, il trattamento terapeutico dell’amnesia dissociativa è consigliato.

Uno dei metodi più comunemente utilizzati per recuperare i ricordi è l’uso dell’ipnosi clinica (in alcuni casi indotta in concomitanza con specifici farmaci psicotropi), soprattutto nel trattamento dell’amnesia dissociativa generalizzata, con o senza fuga dissociativa.

I ricordi recuperati in ipnosi richiedono verifica e conferma da parte di persone diverse dall’individuo affetto da amnesia dissociativa, perché non c’è mai la certezza assoluta che i ricordi riemersi corrispondano alla realtà e non siano frutto dell’immaginazione, poiché il paziente potrebbe involontariamente colmare il vuoto di memoria in modo ‘creativo’.

Tuttavia, a volte, anche il semplice riempimento creativo del vuoto di memoria sembra aiutare il paziente a creare un senso di identità più coerente e a ridurre il suo stato di discontinuità percepita.

Utilizzare l’ipnosi per recuperare i ricordi nell’amnesia dissociativa è una pratica che l’ipnoterapeuta esegue con estrema cura, perché i ricordi che possono emergere sono solitamente associati ad eventi molto traumatici, spesso risalenti all’infanzia.

L’ipnoterapeuta promuove l’accesso consapevole ai ricordi dimenticati in modo graduale e psicofisiologicamente sostenibile per il paziente (si veda il concetto neurofisiologico di ‘Finestra di Tolleranza‘)

Lo stesso approccio è seguito dallo psicoterapeuta cognitivo-comportamentale che, durante il trattamento del trauma, utilizza l’EMDR, la LTDR o tecniche del repertorio della psicoterapia sensomotoria, procedure e tecniche che possono far riaffiorare ricordi traumatici molto vividi e dolorosi.

Ciò consente al paziente di integrare i ricordi nella sua esperienza attuale e di ridurre al minimo gli effetti della ritraumatizzazione causata dai ricordi di eventi traumatici che vengono esclusi dalla coscienza perché troppo dolorosi o mentalmente e psicofisiologicamente intollerabili e non elaborabili.

Sebbene l’obiettivo sia quello di minimizzare gli effetti della ritraumatizzazione, a volte il trattamento non riesce a prevenire completamente l’insorgenza di un nuovo Disturbo Post-Traumatico da Stress e di ulteriori stati depressivi, emozioni come paura, rabbia e profonda tristezza, nonché sentimenti di colpa, umiliazione e vergogna causati dalla qualità del contenuto dei ricordi recuperati.

Il terapeuta tiene conto anche del fatto che, se i ricordi che riemergono dallo stato di amnesia dissociativa sono associati a comportamenti (perpetrati contro altri o subiti da altri) percepiti come fortemente dissonanti con i valori morali ed etici della persona in cura (ad esempio, azioni commesse in tempo di guerra, violenza fisica o abusi sessuali, ecc.), il rischio di autolesionismo o tentativi di suicidio dopo il recupero di tali ricordi può essere elevato (rischio sempre possibile nel caso di pazienti con amnesia dissociativa, anche prima del recupero dei ricordi).

A questo proposito, per ridurre al minimo gli effetti iatrogeni della psicoterapia, lo psicoterapeuta farà tutto il possibile per aiutare il paziente a integrare i ricordi traumatici recuperati nella sua vita attuale nel modo più accettabile e meno conflittuale possibile.

Lo psicoterapeuta faciliterà anche un processo di assimilazione che consideri gli eventi associati ai ricordi traumatici come eventi dolorosi e/o conflittuali che, purtroppo, si sono verificati nella vita del paziente, ma che egli è stato in grado di affrontare, integrare e superare con l’aiuto del trattamento psicoterapeutico.

Infine, su consiglio di uno psichiatra o di un neurologo, potrebbe essere necessario somministrare farmaci psicotropi per trattare  altri disturbi mentali che spesso accompagnano l’amnesia dissociativa e facilitarne il trattamento.

Nota: ‘Le informazioni contenute in queste pagine hanno solo scopo informativo e non sostituiscono il parere o la diagnosi di uno psicologo/psicoterapeuta o di un medico professionista’.

Principali fonti di riferimento bibliografico e informazioni aggiuntive:

MANUALE MSD (Versione per i pazienti)

American Psychiatric Association(2022). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (5th ed., text rev.). Washington, DC: APA Publishing.

Nota: Le citazioni e le descrizioni dei quadri clinici presenti in questo testo sono rielaborazioni e traduzioni dall’originale inglese a cura dell’autore.

Per l’edizione ufficiale italiana, si veda: American Psychiatric Association (2023). DSM-5-TR. Milano: Raffaello Cortina Editore.