Dr. Nunzio Bonaventura – Psicologo, Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale e Biofeedback Terapeuta

Eye Movement Desensitization and Reprocessing (EMDR)

Eye Movement Desensitization and Reprocessing (EMDR) o Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i Movimenti Oculari è una procedura standardizzata ideata dalla psicologa F. Shapiro e originariamente concepita per desensibilizzare e rielaborare ricordi ed emozioni associati a esperienze traumatiche.

Secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5-TR), il ‘trauma’ è un’esperienza in cui la persona ha vissuto, assistito o si è confrontata con eventi che hanno causato la morte, una minaccia per la vita, una lesione grave o una minaccia all’integrità fisica propria o di altri.

I teorici dell’EMDR distinguono tra traumi con la ‘T’ maiuscola, che corrispondono alla tipologia di esperienze sopra menzionate e a quelle riconducibili al Disturbo Post-Traumatico da Stress Complesso, e traumi con la ‘t’ minuscola, che riguardano tutte quelle esperienze di vita, soprattutto a partire dall’infanzia, che apparentemente non dovrebbero avere un impatto significativo sullo sviluppo psichico normale della persona, ma che invece, soggettivamente, lasciano dei segni, delle ‘cicatrici nell’anima’ (piccoli rifiuti, separazioni momentanee, rimproveri inopportuni, derisioni, ecc.).

Nel corso degli anni e con l’esperienza maturata dalle relazioni di migliaia di psicoterapeuti in tutto il mondo che hanno utilizzato e utilizzano l’EMDR, questa procedura è diventata un metodo psicoterapeutico applicato in molti altri ambiti clinici e con risultati importanti [Stress, Disturbo acuto da stress, Disturbo post-traumatico da stress, Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (Anoressia, Bulimia e Alimentazione incontrollata), Dipendenze (Affettiva, da lavoro, ecc.), Depressione, Ansia, Disturbi dissociativi, Disfunzioni sessuali, Violenza sessuale e di genere, Disturbi di personalità, Somatizzazioni, Fobie, Disturbo di Panico, Attacchi di Panico, Lutto traumatico, Psiconcologia, ADHD, ecc.].

Il trattamento psicoterapeutico EMDR si basa sul recupero dei ricordi traumatici e, attraverso l’applicazione di un protocollo standardizzato che comprende anche specifici movimenti oculari bilaterali o alternati (o suoni o tocchi bilaterali o alternati), mira a desensibilizzare l’impatto emotivo di questi ricordi e a rielaborarli in modo cognitivamente ed emotivamente adattivo.

Questi movimenti oculari bilaterali, eseguiti durante tutta la somministrazione del protocollo terapeutico, hanno una funzione che facilita neurobiologicamente (mediante l’attivazione di strutture corticali e sottocorticali di entrambi gli emisferi cerebrali) la desensibilizzazione dei ricordi traumatici e crea le condizioni per una rielaborazione cognitiva adattiva.

Il principio terapeutico dell’EMDR è spiegato dal modello Adaptive Information Processing (AIP) o modello dell’elaborazione adattiva dell’informazione (Shapiro F. EMDR, desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari. Edizione italiana a cura di Isabel Fernandez. Milano: McGraw-Hill, 2000).

Secondo questo modello, le esperienze traumatiche vengono immagazzinate in modo disfunzionale nelle reti neurali del cervello.

Questa memorizzazione disfunzionale sarebbe causata dalle stesse risposte biochimiche generate dall’impatto delle informazioni percettive, fisiologiche e cognitive associate all’esperienza traumatica, risposte che dovrebbero avere il compito di contenere gli effetti neurobiologici negativi del trauma.

Queste stesse risposte biochimiche, sopraffatte dall’elevata intensità delle informazioni in arrivo sopra menzionate, intervengono per bloccarne l’accesso (Fernandez I., Giovannozzi G. EMDR ed elaborazione adattiva dell’informazione. La psicoterapia come stimolazione dei processi psicologici autoriparativi. Riv Psichiatr 2012;47(2 Suppl. 1):4S-7S. doi 10.1708/1071.11731 https://www.rivistadipsichiatria.it).

L’esperienza traumatica verrebbe immagazzinata come una sorta di unità informativa complessa composta da elementi cognitivi, percettivi, emozionali, fisiologici spiacevoli e specifici del momento in cui si è verificato l’evento traumatico.

Questa unità informativa è difficilmente modificabile senza un intervento terapeutico (tale informazione è definita ‘congelata’), in quanto isolata dalle altre reti neurali, che corrispondono ad informazioni utili alla risoluzione del trauma.

Tutta la sofferenza e la psicopatologia causate dal trauma sono riconducibili essenzialmente a questo materiale informativo spiacevole, rimasto ‘congelato’ e che riaffiora costantemente (più o meno consapevolmente) nella vita quotidiana della persona traumatizzata.

La procedura terapeutica dell’EMDR ‘scongela’ questo materiale e ne consente la gestione all’interno di nuove e più adattive connessioni neurali funzionali, modificando così la natura stessa della memorizzazione dell’evento traumatico, che inizia a perdere la sue qualità spiacevoli [per una spiegazione complementare alla concezione neurobiologica del trauma proposta dal modello AIP si veda la procedura della Long-Term Depression and Reprocessing of fearful and traumatic memories (LTDR di N. Bonaventura)].

La terapia EMDR prevede otto fasi (Fernandez I., Giovannozzi G. EMDR ed elaborazione adattiva dell’informazione. La psicoterapia come stimolazione dei processi psicologici autoriparativi. Riv Psichiatr 2012;47.(2 Suppl. 1):4S-7S. doi 10.1708/1071.11731 https://www.rivistadipsichiatria.it).

Nelle fasi iniziali si raccolgono informazioni generali sul paziente, sulla sua idoneità al trattamento in relazione alla sua storia passata e ai suoi sintomi attuali, si individuano i ricordi traumatici (ricordi target) su cui è necessario intervenire, si spiega in dettaglio la procedura terapeutica e si rafforzano le risorse del paziente per affrontare il trattamento.

Si procede poi al recupero di tutte le informazioni (cognitive, emozionali e fisiologiche) relative al ricordo target selezionato per l’elaborazione, con particolare riferimento all’individuazione della peggiore convinzione negativa che il soggetto in trattamento riferisce di sé in relazione agli eventi accaduti.

Queste informazioni vengono organizzate per la fase di desensibilizzazione, che avviene attraverso stimolazioni bilaterali intervallate da momenti di pausa, discussione e breve elaborazione del materiale traumatico emerso, fino alla scomparsa delle reazioni angoscianti del paziente.

Nella fase successiva, si incoraggia la persona in trattamento a identificare una convinzione positiva che possa riferirsi a lei in relazione all’evento traumatico, favorendo così una ristrutturazione cognitiva positiva e calmante.

Durante la fase della scansione corporea si tiene conto di eventuali tensioni residue o altre reazioni fisicamente spiacevoli, intervenendo con stimolazioni bilaterali fino alla loro completa estinzione.

Il protocollo si conclude fornendo al soggetto sottoposto al trattamento informazioni su come dovrà comportarsi nel periodo che intercorre tra l’intervento eseguito e la successiva seduta terapeutica, seduta in cui verranno valutati ed eventualmente migliorati i risultati ottenuti.

Il numero di sedute EMDR necessarie per desensibilizzare emotivamente e rielaborare cognitivamente il trauma in modo profondo e definitivo può variare da persona a persona, ma sarà comunque limitato.

Tuttavia, i benefici del trattamento sono percepibili già dalla fine della prima seduta e sono sempre più evidenti con il progredire della terapia.

In particolare, pensieri e immagini mentali intrusivi e traumatici che causano tanta sofferenza alle persone che hanno subito traumi si riducono e scompaiono definitivamente e, allo stesso tempo, questi contenuti traumatici perdono il loro impatto emotivo, come se l’esperienza traumatica, pur se ricordata, perdesse il suo significato, come se fosse lontana nel tempo.

La stessa cosa accade progressivamente con i sintomi dissociativi, come la depersonalizzazione (la sensazione di perdere il normale contatto con il corpo) e la derealizzazione (la sensazione di perdere il normale contatto con la realtà), sintomi che le persone traumatizzate spesso manifestano.

Al contrario, nei casi in cui si tratti di un trauma complesso, il trattamento terapeutico sarà più lungo e impegnativo.

In conclusione, con l’intervento terapeutico EMDR, l’esperienza traumatica viene integrata in modo positivo, cioè come un’esperienza inevitabile e dolorosa, ma che ha contribuito alla crescita complessiva della persona.

Nota: ‘Le informazioni contenute in queste pagine hanno solo scopo informativo e non sostituiscono il parere o la diagnosi di uno psicologo/psicoterapeuta o di un medico professionista’.

Principali fonti di riferimento bibliografico e informazioni aggiuntive:

American Psychiatric Association (2022). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (5th ed., text rev.). Washington, DC: APA Publishing.