Il Disturbo d’Ansia Generalizzato (o Ansia Generalizzata) è uno dei principali Disturbi d’Ansia classificati nel Manuale dei Disturbi Mentali (DSM-5-TR) insieme al Disturbo d’Ansia da Separazione, alla Fobia Specifica, al Disturbo d’Ansia Sociale, al Disturbo di Panico, all’Agorafobia, agli Attacchi di Panico (che sono uno specificatore di un disturbo mentale, ad esempio il Disturbo d’Ansia Generalizza con attacchi di panico) e altri.
La persona che soffre di questo disturbo ha difficoltà nel controllare l’ansia e l’aspettativa apprensiva riguardo attività ed eventi quotidiani, come la scuola, il lavoro o il rendimento sportivo, la situazione finanziaria, il futuro dei figli, la salute dei familiari o riguardo eventi molto gravi e improbabili, come disastri (alluvioni, terremoti, cicloni, ecc.), guerre, ecc.
Il disagio emotivo è eccessivo, generalizzato in diversi contesti, quasi quotidiano e presente per molti mesi, non ha fattori scatenanti chiaramente identificabili ed è accompagnato dai più diversi sintomi fisici, come irrequietezza, tensione muscolare e dolori, cefalee muscolo-tensive e vascolari, sudorazione, disturbi gastro-intestinali, risposte di sussulto esagerate, stanchezza, problemi di concentrazione o di memoria, insonnia e altri problemi del sonno (ad., esempio incubi).
L’intensità del disagio emotivo e dei sintomi tende a compromettere il regolare svolgimento della vita sociale, lavorativa o di altri ambiti importanti del soggetto e può occasionalmente causare un Attacco di Panico.
La predisposizione genetica al disturbo, tratti specifici della personalità, traumi infantili (Disturbo Post-Traumatico da Stress e Disturbo Post-Traumatico da Stress Complesso), difficoltà a tollerare lo stress e la frustrazione, tendenza a evitare le difficoltà, scarsa reattività comportamentale e tendenza a catastrofizzare sono spesso caratteristiche intrinseche del soggetto affetto da Disturbo d’Ansia Generalizzato.
In alcuni casi, il Disturbo d’Ansia Generalizzato può essere causato o aggravato da fattori medici, come l’ipertiroidismo o dall’uso eccessivo di sostanze, anche non necessariamente tossiche, come la caffeina o la taurina, oppure presentarsi insieme ad altri disturbi d’ansia o a un disturbo depressivo.
I sintomi tendono a persistere nel tempo e a oscillare in fasi alterne, con peggioramenti e miglioramenti non sempre prevedibili, ma il trattamento psicoterapeutico, in particolare quello cognitivo-comportamentale, l’uso di tecniche di rilassamento, meditazione, ipnosi, biofeedback periferico e il supporto di psicofarmaci, in genere benzodiazepine (ansiolitici) e antidepressivi (quando il medico li ritiene necessari), possono essere interventi molto utili per imparare a gestire i sintomi, ridurne l’intensità o addirittura eliminarli.
Nota: ‘Le informazioni contenute in queste pagine hanno solo scopo informativo e non sostituiscono il parere o la diagnosi di uno psicologo/psicoterapeuta o di un medico professionista’.
Principali fonti di riferimento bibliografico e informazioni aggiuntive:
MANUALE MSD (Versione per i pazienti)
National Institute of Mental Health
American Psychiatric Association(2022). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (5th ed., text rev.). Washington, DC: APA Publishing.
Nota: Le citazioni e le descrizioni dei quadri clinici presenti in questo testo sono rielaborazioni e traduzioni dall’originale inglese a cura dell’autore.
Per l’edizione ufficiale italiana, si veda: American Psychiatric Association (2023). DSM-5-TR. Milano: Raffaello Cortina Editore.
