Da una prospettiva psicopatologica, secondo la TCCEO, uno squilibrio dei processi attentivi può essere sia causa che conseguenza di una psicopatologia e, pertanto, è sempre implicato, direttamente o indirettamente, nell’insorgenza e/o nel mantenimento (o comunque nel peggioramento) di ogni disturbo mentale.
L’incapacità di orientare e utilizzare l’attenzione in modo equilibrato su tutti e tre i livelli ambientali (P C A) può dipendere, in primo luogo, da cause genetiche ed ereditarie legate al temperamento e da fattori costituzionali (come la predisposizione alla distraibilità).
A queste si aggiungono cause organiche definite (lesioni, infezioni, intossicazioni o effetti di radiazioni) e cause funzionali, le cui basi microstrutturali e biochimiche a livello sinaptico possono essere più o meno note, come nel caso di disturbi depressivi, schizofrenia o invecchiamento fisiologico.
Il quadro si complica ulteriormente in presenza di cause evolutive, quali traumi e abusi infantili o carenze affettive, e di eventi traumatici acuti (incidenti, aggressioni fisiche e sessuali, ecc.).
Anche lo stress e le preoccupazioni quotidiane (es., contrasti coniugali, esami da sostenere, ecc.), insieme a fattori cognitivi (es., aspettative negative e positive esagerate e/o irrealistiche) e comportamentali (attività lavorativa eccessiva o condotte disfunzionali, ad esempio alimentari o sessuali, ecc.), giocano un ruolo cruciale nello sbilanciare i flussi attentivi.
Infine, non vanno sottovalutate le cause socio-ambientali, legate al moderno sovraccarico tecnologico, e le cause esistenziali e spirituali connesse alla mancanza di senso.
Spesso, però, lo squilibrio deriva semplicemente da cause formative, ovvero dalla mancanza di istruzioni specifiche per un uso adeguato e consapevole dei propri processi attentivi.
Di seguito è riportato un elenco riassuntivo delle cause più comuni che determinano e/o interferiscono, direttamente o indirettamente, con la capacità di orientare ed utilizzare l’attenzione in modo equilibrato nei tre livelli ambientali (P C A):
- cause genetiche/ereditarie (temperamento);
- fattori costituzionali (predisposizione alla distraibilità);
- lesioni, infezioni cerebrali e radiazioni;
- perdita parziale o completa delle funzioni percettive e sensoriali (parestesie, ipoacusia, ipovisione, sordità, cecità, ecc.);
- disturbi dello sviluppo neurologico [disturbo dello spettro autistico, disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD), ecc.];
- schizofrenia e altri disordini psicotici;
- disturbo bipolare;
- squilibri neurotrasmettitoriali (disturbi depressivi, disturbo post-traumatico da stress, ecc.);
- incidenti, traumi fisici, malattie e sofferenza fisica in generale;
- uso di alcool, droghe, farmaci e sostanze che agiscono sul sistema nervoso centrale e periferico (disturbi mentali correlati a sostanze);
- traumi psicologici (in particolare negligenza o maltrattamenti sui minori, ma anche aggressioni, assalti e abusi sessuali, rapine, furti, stalking, aborti, lutti, infedeltà coniugali, separazioni, divorzi, rifiuti, abbandoni affettivi, malattie gravi di parenti e amici, ecc.);
- rilevanti cambiamenti fisiologici tipici di una certa età (pubertà, gravidanza, inizio della menopausa, invecchiamento, ecc.);
- stress psichico (contrasti coniugali, familiari e con i parenti; difficoltà economiche, debiti e procedimenti giudiziari in corso; esami da sostenere; insuccesso nello studio o professionale; perdita del posto di lavoro, problemi con il datore di lavoro, mobbing, declassamenti lavorativi; traslochi e trasferimenti all’estero; pensionamento, ecc.);
- paure e preoccupazioni eccessive (fobie, agorafobia, disturbo di panico, attacchi di panico, ansia sociale, ansia generalizzata, ecc.);
- disturbi del sonno-veglia (insonnia, sonnambulismo, terrore notturno, incubi, ecc.);
- alimentazione eccessiva, carente o per altri versi squilibrata;
- attività fisica (sportiva, lavorativa, ricreativa, ecc.) eccessiva, carente o per altri versi squilibrata;
- disfunzioni sessuali e dipendenze sessuali;
- aspettative negative e positive esagerate e/o irrealistiche;
- cause socio-ambientali (sovraccarico tecnologico e informativo);
- cause esistenziali e spirituali (mancanza di senso o crisi di valori);
- mancanza di apprendimento familiare e sociale (generalmente indiretto e sufficientemente adeguato) per orientare e utilizzare in modo appropriato l’attenzione mentale;
- cause formative (mancanza di una guida scientifica adeguata su come orientare l’attenzione mentale in modo equilibrato).
Eliminando, riducendo o limitando le cause che determinano, mantengono o peggiorano lo squilibrio dei processi attentivi ai tre livelli ambientali (P C A), la probabilità di insorgenza e/o mantenimento (o peggioramento) di ogni psicopatologia viene completamente eliminata, ridotta drasticamente o limitata in modo efficace.
Nota: ‘Le informazioni contenute in queste pagine hanno solo scopo informativo e non sostituiscono il parere o la diagnosi di uno psicologo/psicoterapeuta o di un medico professionista.’
Principali fonti di riferimento bibliografico e informazioni aggiuntive:
American Psychiatric Association (2022). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (5th ed., text rev.). Washington, DC: APA Publishing.
Per l’edizione ufficiale italiana, si veda: American Psychiatric Association (2023). DSM-5-TR. Milano: Raffaello Cortina Editore.
