Il Disturbo da Lutto Prolungato è una condizione che si verifica in una persona che manifesta in modo persistente e significativo una serie specifica di sintomi dopo la morte di una persona cara e per un periodo di almeno 12 mesi successivi.
Questi sintomi interferiscono negativamente con la normale vita quotidiana, riducono l’efficienza e sono molto più gravi e prolungati di quelli normalmente sperimentati dalla stessa popolazione a cui appartiene la persona in lutto.
Una persona che soffre di disturbo da lutto prolungato non riesce a credere alla morte di una persona cara, prova un’intensa nostalgia per la sua morte ed evita attivamente di pensarci perché ciò provoca ansia, tristezza, rabbia, sensi di colpa e sentimenti dolorosi o, al contrario, una mancanza di risposta emotiva.
La persona in lutto può provare sentimenti di perdita o abbandono che la fanno sentire profondamente sola, demotivata e diversa, come se qualcosa dentro di lei si fosse rotto o fosse andato perso per sempre, e trova difficile andare avanti con la propria vita e perseguire i propri interessi come faceva prima della perdita.
Possono essere presenti sintomi somatici, insonnia, trascuratezza di sé, del proprio corpo (scarsa attenzione nei confronti dell’ambiente intermedio) e dell’ambiente domestico (scarsa attenzione nei confronti dell’ambiente esterno), così come altri sintomi che si manifestano in un periodo di lutto non complicato, ma nel caso del Disturbo da Lutto Prolungato, la probabilità che la morte di una persona cara abbia coinvolto un figlio, un partner o che la morte sia avvenuta in circostanze tragiche e traumatiche è molto alta e contribuisce alla durata e alla gravità dei sintomi, soprattutto se la persona che ha sofferto di lutto è di età avanzata (una condizione che può causare un deterioramento della salute generale e/o un invecchiamento mentale precoce).
Infine, in alcune persone ancora più fragili, uno stato così intenso di malinconia, dolore emotivo e solitudine può favorire l’insorgenza di pensieri suicidi e/o comportamenti disfunzionali (come l’uso di sostanze) volti a ridurre o estinguere lo stato esistenziale di profonda disperazione.
Il trattamento cognitivo-comportamentale per questo disturbo è un trattamento integrato, personalizzato caso per caso, che presenta caratteristiche sovrapponibili ai trattamenti per l’ansia, la depressione, il disturbo post-traumatico da stress, i disturbi correlati a sostanze (quando è presente l’uso di sostanze), il disturbo d’ansia da separazione e il disturbo dipendente di personalità (quando la relazione con il defunto presentava caratteristiche d’intensa dipendenza affettiva).
Nota: ‘Le informazioni contenute in queste pagine hanno solo scopo informativo e non sostituiscono il parere o la diagnosi di uno psicologo/psicoterapeuta o di un medico professionista’.
Principali fonti di riferimento bibliografico e informazioni aggiuntive:
MANUALE MSD (Versione per i pazienti)
American Psychiatric Association(2022). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (5th ed., text rev.). Washington, DC: APA Publishing.
Nota: Le citazioni e le descrizioni dei quadri clinici presenti in questo testo sono rielaborazioni e traduzioni dall’originale inglese a cura dell’autore.
Per l’edizione ufficiale italiana, si veda: American Psychiatric Association (2023). DSM-5-TR. Milano: Raffaello Cortina Editore.
