Dr. Nunzio Bonaventura – Psicologo, Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale e Biofeedback Terapeuta

L’assessment cognitivo-comportamentale: una valutazione multidimensionale per la formulazione della diagnosi in psicoterapia

Formulare una diagnosi terapeutica nel modo più corretto e scientifico possibile è la premessa fondamentale per un trattamento appropriato ed efficace.

Nell’approccio cognitivo-comportamentale, la diagnosi rappresenta solo la fase finale di un elaborato processo decisionale definito ‘Assessment‘.

L’Assessment è effettuato attraverso una valutazione multidimensionale, ovvero un’analisi dettagliata delle diverse aree funzionali che contraddistinguono l’essere umano.

La valutazione multidimensionale indaga quattro aree principali:

1) immagini mentali, i pensieri e le credenze;

2) comportamento;

3) emozioni (esperienze significative di ansia, paura, rabbia, ecc.);

4) risposte fisiologiche (corporee).

Per ogni area indagata, le informazioni vengono raccolte attraverso la comunicazione diretta con la persona in trattamento, utilizzando questionari e test e ascoltando le persone che possono fornire informazioni importanti (genitori, coniuge, amici, ecc., ovviamente con il previo consenso del paziente).

Le informazioni saranno organizzate e valutate in ordine cronologico rispetto alla storia personale del soggetto, con particolare attenzione alla narrazione di eventi dal forte impatto emotivo (eventuali abbandoni, abusi e violenze subiti in tenerà età, traumi e incidenti, perdite, separazioni, rifiuti, ecc.).

A partire dalla storia personale si individua il tipo di attaccamento creato con i genitori (legame riuscito, ansioso, evitante o disorganizzato) e, in base a questo, gli schemi cognitivi che la persona ha consolidato nel corso della vita.

Ognuno costruisce la realtà in base a ciò che ha a disposizione e in base alle proprie caratteristiche e predisposizioni specifiche.

Uno schema cognitivo è il modo in cui una persona costruisce e poi interpreta la realtà che la circonda.

Lo schema facilita la produzione di immagini mentali e pensieri automatici (ovvero, quelli che al momento non sono coscienti, ma che possono diventarlo attraverso un addestramento appropriato), coerenti con lo schema stesso e tali da confermarlo e rinforzarlo.

Gli schemi cognitivi sono direttamente correlati ai comportamenti, cioè al modo in cui agiamo nell’ambiente o come reagiamo a stimoli, eventi o situazioni.

I comportamenti ripetuti con elevata frequenza e per un lungo periodo di tempo si consolidano in abitudini, che possono essere definite modelli di comportamento automatici.

I modelli cognitivi e comportamentali hanno risonanze emotive che, a loro volta, influenzano ulteriormente i modelli stessi.

Pertanto, la qualità, l’intensità, la durata e la frequenza delle emozioni (paura, ansia, rabbia, tristezza, gioia, ecc.) vissute dalla persona rappresentano informazioni molto importanti per impostare un lavoro terapeutico.

Gli schemi cognitivi, i modelli comportamentali e le risposte emotive sono possibili perché esiste una componente fisica, il cervello e l’intero corpo, che fornisce il substrato per la loro produzione e manifestazione.

Le risposte fisiologiche rappresentano quindi un aspetto fondamentale che non va mai sottovalutato e con il quale interagiscono direttamente gli schemi cognitivi e i modelli comportamentali.

Tra le risposte fisiologiche che assumono importanza nel lavoro psicoterapeutico, quelle implicate nell’attivazione del Sistema Nervoso Vegetativo (ad esempio, il sudore delle mani, la frequenza cardiaca, la temperatura periferica, ecc.) e del Sistema Motorio (il grado d’attività muscolare), sono certamente le più considerate.

Entrambi i sistemi possono essere monitorati tramite un dispositivo elettronico e computerizzato, denominato Biofeedback Periferico.

È molto importante valutare questi parametri fisiologici durante la fase di assessment e, a questo scopo, possiamo utilizzare una nuova teoria, la Teoria Tricromatica dell’Equilibrio dei Sistemi (di N. Bonaventura) applicata all’analisi del Sistema Nervoso Vegetativo, un programma computerizzato e una metodologia innovativa per l’elaborazione informatizzata dei dati raccolti attraverso Biofeedback Periferico (Il Biofeedback Periferico e la Teoria Tricromatica dell’Equilibrio del Sistema Nervoso Vegetativo; Il Futuro del Biofeedback Periferico: la Teoria Tricromatica dell’Equilibrio del Sistema Nervoso Vegetativo; L’iperventilazione: un modello privilegiato per la valutazione quantitativa e qualitativa dell’attivazione psicofisiologica con la Teoria Tricromatica dell’Equilibrio del Sistema Nervoso Vegetativo).

L’intervento di valutazione multidimensionale dovrebbe sempre prevedere l’esecuzione del Profilo Psicofisiologico, che consente di individuare, tramite biofeedback periferico, l’eventuale presenza di tensioni muscolari residue e lo stato di equilibrio funzionale del Sistema Nervoso Vegetativo (il sistema implicato nelle risposte di attivazione fisiologica dell’organismo e nelle risposte emotive).

Il profilo sarà poi molto utile per pianificare un eventuale intervento terapeutico con biofeedback nel corso di una psicoterapia.

Un contributo rilevante durante l’assessment, che può aiutare a formulare la diagnosi, è fornito dalla mappa diagnostica dell’equilibrio olistico dei processi attentivi.

L’uso di questa mappa è funzionale al raggiungimento del primo obiettivo della Terapia Cognitivo-Comportamentale dell’Equilibrio Olistico (TCCEO e N. Bonaventura) dei processi attentivi, ovvero, identificare esattamente a quale delle otto principali categorie diagnostiche attribuire il deficit nell’orientamento e nell’uso dell’attenzione mentale della persona in trattamento (fase diagnostica del trattamento).

Identificare la principale categoria diagnostica è fondamentale per la TCCEO, in quanto questo approccio terapeutico concepisce l’insorgenza e/o il mantenimento (o comunque il peggioramento) di ogni psicopatologia (con alcune eccezioni) come il risultato di un uso improprio qualitativo e quantitativo (eccessivo o carente) dei processi attentivi e della consapevolezza.

Una volta completato l’assessment iniziale e definito il problema, si formula una diagnosi, si stabilisce e si avvia il trattamento terapeutico implementando le strategie e le tecniche specifiche dell’approccio cognitivo-comportamentale ritenute più appropriate per affrontare efficacemente i problemi della persona.

L’assessment non termina con l’inizio del trattamento, ma si svolge durante tutta la sua durata, poiché consiste in un processo dinamico continuo di osservazione, formulazione di ipotesi cliniche, valutazione del trattamento e verifica dell’appropriatezza delle ipotesi formulate (seguendo la solida metodologia dell’approccio sperimentale).

Con un atteggiamento collaborativo, in un processo continuo e flessibile di costruzione e ricostruzione della relazione terapeutica, lo psicoterapeuta rielabora e riorganizza le informazioni emerse, comprende sempre di più la persona in trattamento e i suoi problemi, consolida l’alleanza terapeutica e seleziona attentamente strategie e tecniche terapeutiche specifiche, mirate al raggiungimento degli obiettivi.

Principale fonte di riferimento bibliografico e informazioni aggiuntive:

N. Dazzi, V. Lingiardi e F. Gazzillo (2009). La diagnosi in psicologia clinica. Personalità e psicopatologia. Raffaello Cortina Editore